Proteste
Vertenza ancora non chiusa
MONTECATINI. O unanimità o salta tutto. È emerso questo particolare dalla trattativa in corso tra Panapesca e sindacati e nella quale in ballo c’è il futuro di 28 lavoratori. Una “conditio sine qua...
MONTECATINI. O unanimità o salta tutto. È emerso questo particolare dalla trattativa in corso tra Panapesca e sindacati e nella quale in ballo c’è il futuro di 28 lavoratori. Una “conditio sine qua non” posta dall’azienda per firmare l’accordo prima che i tempi scadano e i dipendenti vengano licenziati. La bozza prevede che le unità messe in mobilità scendano da 28 a 16: 12 dipendenti (all’inizio si parlava di 10) verranno reintegrati nell’azienda che subentrerà nella parte produttiva; tutti gli altri verranno messi in cassa integrazione per un anno, periodo durante il quale potranno cercare una nuova occupazione e alla fine godranno anche di un piccolo incentivo in uscita.
Ma le perplessità sono ancora molte e i sindacati stanno sudando le sette camicie per farsi firmare da tutti (è stata scelta la strada del contatto individuale, piuttosto che quella di un’assemblea) la liberatoria richiesta dall’azienda. I più recalcitranti sono i 16 che finiranno in cassa integrazione. «Confidiamo che i lavoratori riflettano bene, all’orizzonte non c’è nessun’altra trattativa e se salta questa l’alternativa è la mobilità», dice Aniello Montuolo della Cisl.
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