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Sabato le elezioni del consorzio Appelli al voto e all’astensione

PONTE BUGGIANESE. Sabato si vota per eleggere i nuovi vertici del nuovo consorzio di bonifica. Un voto che non è mai stato così sentito, a giudicare dal bombardamento di comunicati, riunioni e...

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PONTE BUGGIANESE. Sabato si vota per eleggere i nuovi vertici del nuovo consorzio di bonifica. Un voto che non è mai stato così sentito, a giudicare dal bombardamento di comunicati, riunioni e appelli. Appelli al voto per una determinata lista, ma anche al non voto.

Pd e Udc Ponte. «Il Pd e l’Udc di Ponte Buggianese – si legge in una nota congiunat – in accordo con le rispettive segreterie provinciali, sostengono fermamente la lista 2 “Territorio e Padule” in rappresentanza della Valdinievole, in quanto la nostra area non è stata rappresentata in maniera adeguata, dalle logiche di centralità pisana. A nostro modo di vedere la lista “Territorio e Padule”, attraverso l’impegno di alcune persone della società civile, associazioni di categoria e il coinvolgimento diretto dei sindaci, come contribuenti, ha come obiettivo quello di dare voce e rappresentanza ad un territorio che era stato indebitamente escluso. La lista Valdinievolina, mira a sensibilizzare ed a mantenere nel nuovo ente, la dovuta attenzione alla prevenzione e manutenzione del territorio della Valdinievole, visto l'impegno e i risultati ottenuti negli ultimi anni dal Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio. Nutriamo altresì molte perplessità sul mantenimento di questi standard, laddove la lista pisana fosse chiamata a gestire il nostro territorio».

Legambiente. Un appello arriva anche dall’associazione ambientalista che invece sostiene la lista “Insieme per amministrare l’acqua e la terra”, e invita a votare la sua rappresentante, Tania Scardigli, nella prima sezione.

Restare a casa. Questo in sintesi l’invito che arriva dal capogruppo di Sinistra per Lamporecchio, che spiega le ragioni dell’astensione. «Strutture come i consorzi di bonifica – scrive – che dovevano essere seriamente snelliti e avvicinati ai cittadini attraverso una attesa riforma della Regione, che l invece ha salvaguardato i tratti più insopportabili di tali enti che, così come si sono delineati storicamente negli ultimi 4-5 lustri, sono solo posti di sottogoverno e di vero e proprio riciclaggio di qualche vecchio politico non più presentabile. E sfido chiunque a dimostrare il contrario, a partire dai commissari che hanno governato il lungo trapasso (tutti gli ex presidenti sono diventati commissari). Altro elemento inaccettabile (e stranamente non riformato dalla Regione con gravi responsabilità del duo Rossi - Bramerini), le modalità di voto: i consorzi sono l’unico ente dove si vota ancora per censo, perpetuando sistemi medioevali: se sei un contribuente modesto voti nella prima sezione, se hai soldi voti in altre due sezioni con liste specifiche, alla faccia della Costituzione. Se poi, si vanno a leggere i nomi delle varie liste presenti sul territorio della provincia si hanno delle sorprese: in Valdinievole l’incredibile “lista dei sindaci”, evidentemente pensata per garantire a qualche futuro ex sindaco un posticino retribuito anche dopo l’esperienza di amministratore locale (e che odora intensamente di guerra per bande interne al partito di maggioranza, il Pd) e che ha provocato un ricorso (che potrebbe far annullare le stesse elezioni) da un’altra lista (evidentemente di elettori di ceto modesto essendo presente, quest’ultima, solo nella prima fascia). E poi questo incessante appello al voto per organismi che fino ad ora erano (e penso lo saranno anche questa volta) votati dal 2% massimo dei contribuenti, non è un appello alla partecipazione, ma a “coprire” con modestissimi consensi formali, vere e proprie consorterie che, tra l’altro, oscurano anche il prezioso lavoro di tecnici e maestranze che, spesso, hanno dimostrato ottime professionalità. Contro enti come questi e contro gli atteggiamenti da casta politica che sempre hanno avuto le dirigenze di questi enti, l'unica cosa seria a cui pensare (in attesa di un’ipotesi di referendum per il loro scioglimento) è il boicottaggio attivo il 30 novembre».

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