Il Tirreno

Montecatini

Sottopassi ferroviari solo quando ci sarà il raddoppio della linea

Sottopassi ferroviari solo quando ci sarà il raddoppio della linea

Il sindaco Bellandi interviene sulla vicenda sollevata ieri dall’on. Fanucci. «Costruirli prima sarebbe solo dannoso»

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MONTECATINI. I sottopassi carrabili della ferrovia? Solo se ci sarà il raddoppio della linea. Altrimenti ci troveremmo di fronte a una soluzione pasticciata che rischierebbe di provocare più danni che benefici. E, comunque, prima di ogni decisione in tal senso, bisognerà coinvolgere la città. In sintesi è questa la lettura che il sindaco Giuseppe Bellandi dà, in un suo intervento, alla vicenda esplosa dopo le dichiarazioni dell’on. Edoardo Fanucci. Il quale, lo ricordiamo, domenica sul giornale è apparso molto scettico rispetto alla concreta realizzazione dei progetti, mentre ha espresso parole di ottimismo sull’esecuzione del sottopasso pedonale alla stazione grande (al massimo entro cinque anni, ha detto).

Lunga storia. Il sindaco inizia il suo intervento ripercorredo la storia della città divisa dalla ferrovia, e del come e perché si è arrivato poi a progettare degli attraversamenti sotterranei. «Sin dal mio insediamento – dice – abbiamo iniziato a ricercare la soluzione più logica da presentare poi ai cittadini, con la certezza che un conto è lavorare sulla viabilità esistente, altro invece su proprietà non della pubblica amministrazione che comporta l’utilizzazione, solo in quel caso, degli strumenti urbanistici. Il progetto dell'interramento della ferrovia, in altri periodi perseguito, presenta oltre a costi oggi problematici anche la costruzione di una diga sotterranea al centro della città, col rischio di squilibri idrogeologici pesanti proprio in un bacino delicatissimo e pericolosissimo da alterare (il riferimento è alle fonti termali, ndr). Con i sottopassi, di cui si parla da anni, di certo l'equilibrio idrogeologico non subirebbe danni devastanti, anche se (non dimentichiamolo) il Salsero scorre sotto via Toti in corrispondenza del passaggio a livello».

Dietrofront. «Poco più di un anno fa – continua il racconto del sindaco – le Ferrovie ci fecero sapere che c'erano a disposizione i soldi non per il raddoppio Pistoia - Montecatini, ma intanto per eliminare i passaggi a livello da Pistoia e fino alla nostra città compresa. Scegliendo però di ridurre i costi ed eliminando così del tutto quello di via del Salsero (e in un primo momento anche quello di via Tripoli). Rispondemmo che eliminare due passaggi era per noi irricevibile e cominciammo a parlare di come eventualmente realizzare due sottopassi e un soprapasso pedociclabile in via del Salsero. A quel punto subentrarono problemi sia in via Tripoli (appunto per il Salsero) e in via Marruota, dove l'intervento che avremmo voluto fare con il recupero dell'area Lazzi si scontrava con la decisione dei beni culturali di mettere sotto tutela il manufatto di piazza 20 Settembre. Per questo, e non per ritardi urbanistici, ci siamo resi conto delle difficoltà che un progetto teso a “riunire” la città avrebbe potuto invece dividerla ancora di più. Chiaro che oggi, alla luce della conferma del raddoppio della ferrovia, le cose hanno assunto un significato diverso, e su questo dovremo confrontarci».

Parliamone. «Siamo grati comunque alla Regione – prosegue – che si è impegnata in questa opera notevole alla quale, insieme ai montecatinesi, vogliamo partecipare. Perché partecipare è un diritto-dovere di tutti, dalle istituzioni ai singoli abitanti, con in testa l' obiettivo del bene di tutti e non certo la soluzione personale che a breve può anche non coincidere. Quindi, invece delle polemiche fini a se stesse, teniamo conto di quanto l'ente regione ci ha detto, e per questo possiamo riprendere il discorso da dove ci eravamo interrotti. Questo è il metodo che preferisco e che vorrei continuare ad utilizzare, magari allungando di qualche tempo il percorso».

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