Italia
Prestiti sociali: 150mila euro alla Caritas
Da domani i comitati valuteranno le domande di coloro che si trovano in stato di difficoltà temporanea
PESCIA. A quasi sei mesi di distanza dall'uscita ufficiale, il bando di Prestito sociale indetto dalla Regione diventa finalmente operativo. Da domani infatti il comitato valutante prenderà in esame le domande pervenute ai centri d’ascolto e avvierà o meno l’accompagnamento richiesto. Il progetto, per il quale l’ente regionale ha messo a disposizione 5 milioni di euro, è finalizzato alla concessioni di prestiti fino a 3.000 euro per sostenere (senza garanzie e interessi) persone e famiglie in situazioni di particolare difficoltà o fragilità socio-economica.
Alla chiusura del bando i progetti approvati sono stati 38, tra i quali spicca, come capofila per le associazioni della Valdinievole, la Caritas Diocesana di Pescia. «La nostra domanda è risultata quarta nella graduatoria regionale – dice il responsabile di progetto Antonino Ruggiero – e ci ha permesso di ricevere il massimo del finanziamento previsto (150.000 euro, ndr)». Nel regolamento si fa riferimento alla modalità di restituzione, punto questo che però nasconde una controversia: se appare chiaro che la riconsegna del contributo dovrà avvenire entro un massimo di 36 mesi, meno limpida è la modalità della stessa.
Come si legge sulla pagina internet ufficiale del progetto “la restituzione del denaro potrà avvenire, in alternativa a quella rateale prevista dal piano personalizzato, anche attraverso lo svolgimento di attività socialmente utili”. «Questa definizione della nota trae in inganno – ammonisce Ruggiero – perché in realtà la Regione intende che il grosso della restituzione deve essere fatta in denaro, con la possibilità di tramutare parte di essa, a seconda di casi specifici e a discrezione del comitato valutante, in ore di volontariato». Si tratta infatti di un prestito a tutti gli effetti, e l’obiettivo della Regione è quello di riavere indietro il denaro per aprire altri finanziamenti in futuro.
La palla passa dunque ai 9 centri d’ascolto allestiti in tutta la Valdinievole, già pronti per raccogliere le domande ed esaminare l’idoneità secondo i seguenti criteri: residenza anagrafica in un comune toscano; maggiore età; assenza di condanne definitive di un certo tipo; valore Isee non superiore a 15mila euro; cittadinanza europea oppure possesso di regolare permesso di soggiorno. Questi requisiti non sono sufficienti, perché il prestito è pensato per chi si trova in specifiche condizioni di disagio economico, purché temporaneo e contingente. «Questa è la condizione fondamentale – chiude Antonino Ruggiero –il prestito verrà concesso a chi ha bisogno di risolvere una problematica improvvisa, non per tamponare disagi economici cumulati nel tempo o dissesti finanziari compositi».
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