Proteste
Morì per i calcoli curati male
Medico costretto a grosso risarcimento: il Tribunale gli ha anche ipotecato tutti i beni immobili
PESCIA. Il paziente era stata curato male per una semplice calcolosi vescicale. Non solo le cure non appropriate ne avrebbero accelerato la morte. Un fatto terribile che ha portato i parenti del de cuis a fare causa al medico che _ in regime di intramoenia _ aveva curato l’uomo.
I fatti si riferiscono al biennio 2001-2002 quando l’uomo venne seguito dal medico che lavorava per l’Asl numero 3 di Pistoia, prima di trasferirsi all’Asl numero 2 di Lucca.
La morte dell’uomo – nella delibera dell’Asl non è citato il nome per motivi di privacy – sopravenne nel 2003.
A quasi dieci anni di distanza il Tribunale di Monsummano, in sede civile, sancì – era il 2012, prima che la sezione venisse chiusa e tutto accorpato a Pistoia – la colpa del medico si per le terapie mediche che per quelle chirurgiche e lo condannò ad un risarcimento importante: 25mila euro per danno patrimoniale iure hereditatis e 10mila per ciascuno dei familiari per danno patrimoniale iure proprio. Tutti soldi che dovevano andare a fare degli eredi dell’uomo scomparso.
Una vicenda terribile, sia per il paziente che, naturalmente, per il professionista, peraltro molto conosciuto (ma anche in questo caso all’albo dell’Asl di Pistoia non è riportato il nome).
L’Asl non aveva più soldi per far fronte alla causa, visto che aveva esaurito il massimale di 1 milione e mezzo di euro pattutito con Carige Assicurazioni.
Così il Tribunale decise di intervenire sul medico al quale sono stati ipotecati tutti gli immobili, tanto da costringerlo a versare agli eredi 126mila euro. Ma il medico, che poi si è trasferito all’Asl 2 di Lucca, ha chiamato in causa sia la sua assicurazione, ma soprattutto l’Asl di Pistoia come responsabile in solido di quanto era successo.
I parenti del morto hanno però presentato appello in Tribunale a Firenze e l’udienza è stata fissata per il prossimo 3 dicembre. Chiedevano una cosa sola, visto che la sentenza di primo grado aveva dato loro ragione sulle colpe del medico, ovvero di rivedere la cifra del risarcimento: 600mila uero complessivi per danno morale/esistenziale e 150mila euro per danno biologico. Una cifra monstre.
Ma prima di rischiare di dover sborsare altri soldi, l’Asl ha proposto una transazione a tre, con il medico e con i parenti del morto.
I pazienti si accontentano di quella cifra con il pagamento di tutte le spese, comprese le perizie. E la stessa azienda sanitaria darà al medico 75mila euro come parte del risarcimento che è spettante agli eredi e che l’uomo ha già anticipato.
Ma tanto per capire il clima. Nella trattazione, l’Azienda sanitaria fa scrivere che i 75mila euro chiudono la questione, tranne nel caso che il medico venga riconosciuto colpevole e quindi debba pagare da parte della Corte dei Conti di Firenze che sta indagando sulla vicenda.
Insomma per il medico la vicenda potrebbe di nuovo riaprirsi.
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