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Consigliere protesta «Documenti negati dal San Domenico»

Dubbi sul rilascio delle certificazioni di autosufficienza Membro dimissionario del Cda non esclude la denuncia

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PESCIA. Eugenio Di Piramo ci riprova. Il consigliere dimissionario della casa di riposo San Domenico lunedì ha presentato una nuova richiesta di accesso agli atti agli uffici amministrativi dell’ente, «visto che – dichiara – tale richiesta è stata volutamente disattesa», e minaccia di rivolgersi alle autorità.

Per comprendere la vicenda, però, occorre fare un passo indietro. Esattamente un mese fa Di Piramo annunciava. dalle pagine del Tirreno, le proprie dimissioni da membro del cda, denunciando l’assoluta mancanza di trasparenza e l'impossibilità di accedere alla documentazione: «Gli uffici dell’azienda, che sono quelli preposti a dare le informazioni – dichiarava – sono sempre chiusi a chiave e quindi inaccessibili a chiunque, eppure lo statuto fondativo dell’ente dice espressamente, all'articolo 10, che i consiglieri hanno diritto a ottenere da tutti gli uffici ogni informazione utile all’espletamento del mandato, in più deve essere assicurata un’adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte all’esame del consiglio e, per questo, la documentazione relativa deve essere messa a disposizione dei consiglieri». Ebbene secondo Di Piramo tutto ciò al San Domenico non avviene e per dimostrarlo un paio di settimane fa ha formula una prima richiesta di accesso agli atti.

In particolare Di Piramo ha chiesto di visionare due deliberazioni del consiglio sul passaggio di alcuni pazienti da autosufficienti a parzialmente autosufficienti o non autosufficienti, e che hanno prodotto come conseguenza l’aumento delle rette di ricovero. Lo stesso aumento, secondo Di Piramo, sarebbe stato individuato quale possibile soluzione per rimettere in sesto le disastrose finanze dell’ente. Ma prima di procedere d’ufficio a quell’aumento sarebbe stato necessario richiedere il parere dell’apposita commissione dell’Asl, del Consorzio intercomunale socioassistenziale e della Sds, che hanno proprio la funzione di valutare le condizioni psicofisiche della persona anziana e il suo grado di autonomia.

Dalla documentazione fornita – sostiene Di Piramo – emergerebbe invece che questo passaggio, obbligatorio per legge, sarebbe stato saltato: «Né il Cda, né i responsabili amministrativi hanno il potere di sostituirsi alle autorità competenti preposte alla valutazione dell’eventuale passaggio da autosufficiente a parzialmente autosufficiente o non autosufficiente. Inoltre non tutti gli atti richiesti mi sono stati consegnati, ma solo alcuni».

Da qui la nuova richiesta di accesso: «Qualora trascorressero i termini per la consegna – avverte Di Piramo – e gli uffici amministrativi non dovessero provvedere, mi vedrò costretto a rivolgermi alle autorità competenti». (m.s.)

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