Il dolore
Rsa, il pericolo dei tagli sull’assistenza
Cgil: «La preoccupazione delle dipendenti è condivisa, tanto che è stata revocata la gara di appalto»
MONSUMMANO. Non accenna a placarsi la polemica sui ritmi di lavoro all’interno della Rsa Stella. Dopo la denuncia di alcune dipendenti alla manifestazione provinciale di Pistoia in cui sottolineavano le difficoltà delle addette, e la replica dell’Asl con la quale si assicurava che dai controlli eseguiti non è risultata alcuna anomalia sui parametri di assistenza, a scendere in campo ora è la Cgil Funzione pubblica. E lo fa con un intervento della segretaria Sara Simboli. «Nelle interviste rilasciate nel contesto dello sciopero del 13 novembre contro la legge di stabilità – esordisce – le lavoratrici hanno espresso la loro preoccupazione su una situazione generale di tagli alle risorse sulla sanità e che indiscutibilmente si ripercuotono sui livelli di qualità dei servizi. Preoccupazioni che anche formalmente sono state a più riprese segnalate da questo sindacato alla stessa Azienda sanitaria. Preoccupazioni talmente fondate che la recente gara d'appalto per il riaffidamento delle strutture residenziali assistite del territorio, formulata secondo criteri che avrebbero creato conseguenze deleterie sulla tenuta dei livelli occupazionali e sulla garanzia dei livelli assistenziali, è stata poi revocata».
«Le conseguenze di quello che accadrebbe in questi servizi, nel caso in cui venissero operati tagli lineari e scriteriati – spiega Simboli – è esattamente quanto è stato segnalato dalle lavoratrici. Il concetto è già stato più volte affrontato, anche alla presenza delle istituzioni, e correttamente inteso.Ci risulta che il personale dell'Rsa Stella si è sempre impegnato a proteggere e tutelare con professionalità i propri ospiti, in qualunque situazione, per cui ci pare strumentale utilizzare alcune espressioni di legittima preoccupazione dei lavoratori per dichiarare che si è voluto creare allarmismo. Del resto, le questioni inerenti a specifici disservizi dovuti a una situazione di tagli sulla singola struttura sarebbero state affrontate nelle sedi opportune e non nell'ambito di una manifestazione di protesta contro le scelte operate dal governo. Quanto dichiarato dalle lavoratrici fotografa quello che accadrebbe quotidianamente in questi servizi, destinati a garantire tutela e protezioni alle fasce più fragili della popolazione, nel caso in cui si operassero tagli lineari e irrazionali di risorse. La presenza dei lavoratori delle cooperative sociali alla manifestazione è stata importante non solo per rivendicare la tutela dei livelli occupazionali e dei posti di lavoro, ma anche per sottolineare le profonde ripercussioni di questa situazione sulla qualità e garanzia dei servizi sociali e sanitari».
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