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L’Alival potrebbe essere venduta

L’Alival potrebbe essere venduta

Sarebbe in corso la trattativa con Nuova Castelli, colosso del settore. L’azienda non rilascia dichiarazioni

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PONTE BUGGIANESE. Verso una vendita dell’Alival? Questa l’ipotesi che prende corpo attorno al destino del colosso dell’industria casearia, con sede a Ponte Buggianese e stabilimenti in tutta Italia (per un totale di circa 600 dipendenti). Tutto ruota attorno alla riunione del consiglio di amministrazione che si è svolta sabato scorso, e che ha portato i dipendenti a dar vita a una sorta di “manifestazione spontanea” davanti allo stabilimento di Albinatico. Non una protesta, ma una sorta di presidio, con i dipendenti che si sono presentati davanti ai portoni per avere notizie sul futuro dell’azienda e, quindi, sul proprio destino.

All’ordine del giorno di quella riunione del Cda vi erano le dimissioni di due figure di vertice (il direttore generale Luca Cantini e il direttore di stabilimento Antonio Severini) ma, secondo le indiscrezioni trapelate fra i lavoratori, durante la riunione si sarebbe dovuto parlare più in generale del futuro aziendale dell’Alival. Da qui l’automatica mobilitazione dei lavoratori (che tra gli stabilimenti di Ponte Buggianese e Porcari sono 173).

Alla fine però tutto è rimasto come prima, almeno sotto il profilo dell’informazione. Da parte dell’azienda viene mantenuto uno stretto riservo. Un atteggiamento che rappresenterebbe una conferma indiretta alle indiscrezioni, con il silenzio caratteristico che accompagna sempre una trattativa importante. E appunto di una trattativa in corso per la cessione di Alival a un gruppo del settore alimentare parlano le indiscrezioni. Più nel dettaglio si fa riferimento a una trattativa che potrebbe concretizzarsi a giorni, anzi a ore (probabilmente già domani), con l’alternativa - in caso di accordo non raggiunto - di una ricapitalizzazione da parte dei soci. Circolano anche voci sui possibili soggetti interessati all’acquisto dell’Alival: da una parte si parla di un gruppo di imprenditori toscani, da un’altra (e con maggiore insistenza) di un grande gruppo del reggiano, la Nuova Castelli, un colosso del settore caseario.

Insomma, una ridda di teorie e ipotesi che stanno facendo crescere l’ansia tra i lavoratori dell’azienda, i quali, come avevano ribadito al nostro giornale già in occasione della mobilitazione di sabato, finora non hanno avuto alcun motivo di preoccupazione («Abbiamo sempre lavorato e abbiamo sempre riscosso regolarmente lo stipendio»).

Chiarimenti li attende anche il sindacato, che ha chiesto un confronto con l’azienda: «Oggi (ieri per chi legge ndr) le maestranze erano regolarmente al lavoro – spiega Fabio Capponi della Cgil – al momento non abbiamo avuto nessun contatto e nessuna comunicazione con i vertici aziendali. Abbiamo comunque chiesto un incontro e aspettiamo di essere convocati, per avere una risposta alle domande sul futuro dell’Alival che sono emerse dalla “manifestazione spontanea” di sabato scorso».

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