Il dolore
Nessun bimbo senza pasto l’assessore tranquillizza
Anche chi non potrà fare l’intera ricarica non si troverà il figlio a digiuno contestata anche la tassa di 0,50 euro per ogni ricarica effettuata
PESCIA. L'assessore alla pubblica Istruzione Oria Mechelli torna ad intervenire su quello che sembra ormai essere diventato il ''caso mensa'' e alle proteste dei genitori, relative agli onerosi esborsi che dovranno affrontare per il pagamento dei pasti già fruiti. Il problema è noto. La mensa si paga cone le ricariche, ma il servizio è partito due mesi dopo l’apertura della scuola. E così molte famiglie sono in difficoltà per il debito accumulato. Così ancora una volta l’assessore è costretto a
rispondere che da parte del Comune ci sarà la massima elasticità.
«Non sono previste vere e proprie rateizzazioni - puntualizza l'assessore - ma ognuno ricarichi quello che può. A chi non sarà possibile ricaricare per essere a credito, nessuno per qualche ritardo, negherà i pasti. Questo nuovo sistema non vessa le famiglie, al contrario è un modo per pagare il dovuto. Ognuno ha la possibilità di verificare se i conti sono quelli giusti e gli eventuali errori potranno essere eliminati in tempo reale».
Ma è venuto fuori un nuovo problema. Il costo di ogni singola ricarica è pari a 0,50 centesimi, le vecchi mille lire per intenderci.
Anche qui l'assessore risponde: «il costo è inferiore rispetto a 1,20 euro del bollettino postale, non era possibile non prevedere un minimo, i 50 cent vanno al punto che effettua la ricarica».
Un ultima considerazione. Visto che la data di apertura della scuola è sempre intorno al 13-15 settembre, era così difficile per l’amministrazione partire in orario e non perdere due mesi. Ci sarà una qualche responsabilità da parte di qualcuno?
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