Gioco
Gli operai davanti Alival presidio e tanta paura
I dipendenti del re dei formaggi si sono radunati spontaneamente mentre nello stabilimento era in corso il cda. Si trattavano le dimissioni dei vertici
PONTE. E' contestazione aperta alla Alival, celebre azienda di prodotti caseari con sede principale in via Porrione, in località Albinatico, e secondo stabilimento a Porcari (acquisito nel 1990) ma con attività produttive in tutta Italia.
In mancanza di comunicazioni ufficiali dell’azienda e di interventi dei sindacati, il passa parola ha portato i lavoratori a presentarsi spontaneamente ai cancelli della fabbrica mentre era in corso il consiglio d’amministrazione. L’azienda come è noto è di proprietà di Andrea Fanucchi, residente nel Capannorese.
Nel presidio di fronte alla fabbrica si è parlato anche di una vendita dell’azienda. Regna quindi grande incertezza intorno a una realtà produttiva leader a livello nazionale ed europeo nella produzione e commercializzazione di formaggi, mozzarelle e ricotta (qui, nel 1988, fu inventato il famoso Condipizza).
Ma quello che preoccupa è il futuro dei 173 lavoratori impiegati tra Ponte (un centinaio) e Porcari.
Che qualcosa non andava si è capito, quando la gran parte delle maestranze ha occupato fin dalla prima mattina il piazzale esterno della sede di Albinatico, proprio sotto agli uffici della presidenza.
Il presidio non era né una protesta né una dimostrazione, ma è stato organizzato spontaneamente dagli operai quasi del tutto all'oscuro dei movimenti di assetto aziendale, data l'assenza di rappresentanti sindacali e della Rsu interna, di cui la forza lavoro dell'Alival è sprovvista.
Anche perché nella sala riunioni dello stabile era in corso di svolgimento il consiglio di amministrazione con i vertici del caseificio.
In un primo momento all'ordine del giorno della discussione, che è stata comunicata ai dipendenti nell'ultima settimana con una circolare (dai pochi dettagli) affissa nelle bacheche dei vari reparti di produzione, sembrava ci fossero “solo” le dimissioni presentate dal direttore generale dell'industria, il 58enne Luca Cantini, manager di Ponsacco, e da Antonio Severini, 53 anni di Buggiano, responsabile delle risorse umane e direttore degli stabilimenti.
La tensione che si avvertiva (e l'alta partecipazione dei lavoratori a quella sorta di presidio) era sintomo di una situazione non chiara intorno alle sorti dell'impresa.
Anche se, hanno precisato gli operai presenti sul posto, “noi abbiamo sempre lavorato e fino ad ora è sempre arrivato lo stipendio”.
Ma gli stessi, come detto in pochi rapporti di confronto con le posizioni apicali della società, hanno finito per assediare il portone d'ingresso degli uffici amministrativi in cerca di qualche comunicazione che li rassicurasse, segno di diffusa preoccupazione per un caos che si è materializzato così all'improvviso.
Con i lavoratori si èpresentata anche alla Cgil che finora non ha potuto instaurare normali relazioni sindacali con la prorietà, m a che a questo punto chiederà formalmente alla Alival di chiarire cosa sta succedendo all’interno della azienda.
Lo stesso Pier Luigi Galligani, sindaco di Ponte Buggianese, niente sapeva – almeno a ieri sera – di quanto stava succedendo nel colosso della mozzarella e del pecorino.
Come sottolinea sempre la Cgil l’Alival è importante anche per l’indotto che crea.
Il settore sta attraversando un periodo di crisi, legato al calo dei consumi. Ma non sembra che abbia subito più din tanto la contrazione del fatturato.
Resta però la grande preoccupazione dei dipendenti. In un momento come questo il posto di lavoro è quanto di più importante ci possa essere.
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