Sicurezza
Torretta: film degli orrori al posto del gioiello che fu
Sgomento dei consiglieri della commissione «Partecipate» durante il sopralluogo Tetto sfondato, pareti scrostate, scritte, serre in bilico, pozzi svuotati, erbacce
MONTECATINI. È ancora vivo il ricordo dei letterati, dei poeti e delle dame che nel parco della Torretta discutevano di arte e di cultura. Che assaggiavano l'acqua delle sorgenti, che passeggiavano tra i vialetti inebriati dagli aromi di piante rare. Uno scatto d'immaginazione potrebbe far tornare tutto com'era. Ma l'illusione è destinata a svanire d'un colpo. E sale immancabile lo sconforto. Si parla di una bellezza che non c'è più, appassita dal tempo, uccisa dall'incuria. All'interno dello stabilimento Torretta viene quasi da piangere. Impalcature, pareti scrostate, panchine divelte, ringhiere in ferro battuto sfregiate, un pezzo di copertura crollato e ora “protetto” da un telone in plastica che si piega alla pioggia. Scritte sui muri, erba alta, calcinacci, rovi, scalinate nascoste dalle sterpaglie, il laghetto dei cigni prosciugato, il giardino di una volta ora “selva oscura”. La serra a vetrate che per poco non crolla sotto il peso dell'abbandono, la cappella gotica malandata, pozzi svuotati, acqua stagnante, il ponticello ligneo dimenticato (FOTO).
Si consigliano calzature adatte per visitare il parco che fu. Dove regna la vegetazione, non certo l'eleganza. Possiamo solo ipotizzare ciò che penserebbe Giulio Bernardini, l'autore del grande loggiato rinascimentale intitolato a Giuseppe Verdi. Oppure Galileo Chini, che alla Torretta ha donato un rosone liberty nella zona delle serre. E lo stesso Verdi, le cui sembianze sono ritratte in un medaglione opera dello scultore Alessandro Terzaghi. Siamo però in grado di documentare: parziale vittoria (nella sconfitta) visto che da anni, nel luogo, nessuno era più entrato, a eccezione dei dipendenti delle Terme Spa. Neppure i consiglieri comunali, neppure il sindaco. Martedì mattina un sopralluogo della commissione partecipate ha confermato le amare impressioni.
Sensi, presidente della commissione: «Volevamo renderci conto della condizione in cui versa la Torretta, uno stabilimento avvolto da un preoccupante silenzio. Qui è uno scempio, un peccato mortale, un patrimonio bellissimo che deve rientrare all'interno del dibattito cittadino. Sappiamo tutti delle difficoltà del settore pubblico nel trovare le risorse, e allora dobbiamo coinvolgere i privati in una necessaria operazione di rilancio».
La società Terme ha investito negli ultimi tempi 30mila euro per la copertura del tempietto Rinfresco, ma per portare a termine il restauro ce ne vogliono almeno 300mila. Difficile quantificare la spesa per il risanamento complessivo dello stabilimento: siamo comunque nell'ordine del milione di euro. È la decadente realtà in una storia gloriosa, di fasti ora smarriti.
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