Il dolore
La Tares posticipata a febbraio
Monsummano cerca di alleviare in tutti i modi le famiglie, soprattutto quelle colpite dalla crisi
MONSUMMANO. Diminuzione delle tariffe, agevolazioni per chi non è in grado di pagare la bolletta e proroga della terza rata (il saldo del 20 per cento).
L'amministrazione comunale vara un pacchetto di misure come controffensiva sulla Tares, la tassa ambientale rifiuti e servizi introdotta dal governo Monti che ha mandato in confusione cittadini, imprese e pure lo stesso Comune.
Si tentano delle strade per alleggerire il carico fiscale sul territorio.
La prima mossa, che è già ufficiale, è il termine ultimo per il pagamento del saldo Tares: dal 31 dicembre, viene posticipato al 28 febbraio 2014 (ma entro il 16 dicembre c'è da corrispondere la maggiorazione di 0,30 centesimi ogni metro quadrato).
La seconda riguarda i benefici rivolti alle famiglie più colpite dalla crisi (e con Isee basso), che saranno approvati dopo il 30 novembre, il giorno entro cui il consiglio comunale dovrà ratificare i nuovi valori del saldo Tares proposti dalla giunta.
Le esenzioni si legano a un fondo per mancati introiti della tassa che, a differenza di quanto accadeva gli anni scorsi (con la Tia in vigore), per la prima volta compare in bilancio: ed è un accantonamento piuttosto oneroso, di circa 440mila euro.
Da qui si attingeranno le risorse per venire incontro alle situazioni di grave disagio. Poi la bega delle tariffe.
Il Comune nei giorni scorsi ha incontrato le associazioni di categoria (Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Assindustria) presentando delle proiezioni di tariffe “eque e migliorative” calcolate sul piano finanziario di Publiambiente (3 milioni 200mila euro) e sulle normative in vigore. Ne è venuta fuori una Tares dal minore impatto economico che, assicurano in Comune, sarà ulteriormente ridotto.
«La Tares è nata male e finisce ancora peggio -dice il sindaco Rinaldo Vanni- è iniqua e si scarica totalmente su Comune, cittadini e imprese. Per legge entro la fine di questo mese dobbiamo varare le tariffe per una tassa che durerà fino a dicembre, poi subentreranno le nuove misure del governo Letta. La cosa più significativa è che la gabella continua a far pagare il rifiuto sui metri quadrati di un'abitazione e non sulle persone che ci vivono e quindi sul rifiuto prodotto. In questo modo si verificano situazioni che non corrispondono alla realtà. E non è premiato un territorio come il nostro che produce meno rifiuti in discarica grazie al servizio porta a porta (viene precisato, tra l'altro, che lo svuotamento dell'indifferenziata è a costo zero, ndr)».
Per sapere l'entità delle tariffe riviste dal Comune che graveranno sui contribuenti ci sarà da aspettare il consiglio comunale che verrà convocato entro la fine del mese.
Per ora sono noti i valori deliberati a livello nazionale. Sulle utenze domestiche (che rappresentano l'80 per cento a Monsummano) l'incremento tra Tia 2012 e Tares 2013 è esponenziale: per una persona in un appartamento di 90 metri quadrati l'aumento è del 61 per cento, per 3 persone in casa di 90 metri quadrati il 20 per cento, per 2 persone in 70 metri quadrati il 14 cento (in media il costo è oltre 2 euro a metro quadrato).
Per le utenze non domestiche si registrano maggiorazioni solo per ristoranti e pub (20,72 euro al metro con la Tia, 38,20 con la Tares) e per bar e pasticcerie (20,94 Tia, 27,33 Tares).
Le altre categorie respirano: uffici e studi (5,98 Tia, 5,71 Tares), parrucchiere ed estetiste (4,55 Tia, 4,35 Tares), capannoni di produzione (3,62 Tia, 3,46 Tares), attività artigianali (3,58 Tia, 3,42 Tares), supermercati, alimentari e panifici (9,51 Tia, 9,09 Tares).
Tutti questi valori sono interessati dalla riduzione.
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