Sicurezza
Vittime di abbandono e burocrazia La triste storia dei cani “invisibili”
La protesta al consiglio comunale di Pieve: il loro proprietario ha lasciato la casa senza prenderseli Adesso solo i volontari si occupano degli undici animali, senza alcun sostegno dalle istituzioni
PIEVE A NIEVOLE. Ci hanno pensato gli amanti degli animali a movimentare il consiglio di martedì sera a Pieve a Nievole. Nel pieno svolgimento della riunione, infatti, un’invasione pacifica di una decina di volontari ha fatto la sua irruzione nel centro Auser. Motivo della protesta? “Gli Invisibili”, come sono stati ribattezzati gli undici cani costretti a una vera e propria prigionia in un immobile di via Giannini, di fronte al depuratore.
Portavoce della protesta è stato lo stesso custode giudiziario Carlo Mele che, assieme agli altri , si è posto come obiettivi non solo quello di portare all’attenzione pubblica il problema degli animali, ma anche quello di trovare loro una dignitosa dimora.
«La storia travagliata di questi “carcerati”, come siamo soliti definirli, è iniziata nel 2010 quando il loro proprietario, che risiedeva a Ponte Buggianese, è stato colpito da un ordine di sgombero – racconta Mele – da là il trasferimento nel comune di Pieve. L’uomo però, nel marzo 2013, è stato sfrattato dai proprietari di casa per morosità e se ne è andato, ma senza portarse con se gli animali».
Da allora sono una decina le persone che si occupano di questi sfortunati meticci di pitbull e labrador, costretti a vivere in gabbie di 6 metri quadri, assolutamente non conformi a legge che prevede uno spazio di 9 metri quadri.
E meno male che ci sono questi volontari e lo stesso custode giudiziario i quali, spesso anche mettendoci di tasca propria, da marzo a oggi si son presi cura degli animali, ma si tratta di una situazione che non può andare avanti a lungo. Serve un intervento dell’autorità.
Per questo ieri si è svolta la pacifica protesta nella sala del consiglio: «Perché il sindaco non si occupa di questa situazione? Perché non fa un’ordinanza per poter trasferire i cani? Tutti sono a conoscenza del problema ma fingono di non vedere. Tra l’altro, a breve, l’edificio sarà venduto e gli Invisibili dove andranno? Siamo venuti al consiglio stasera (ieri ndr) per ascoltare eventuali soluzioni e sperare in un’azione risolutiva».
Soluzioni che però non sono arrivate. Peraltro lo stesso Mele ha richiesto di abbandonare l’incarico di custode giudiziario perché troppo oneroso, sia da un punto di vista economico, che di tempo:«Avevo accettato di farmi carico dei cani per l’amore che nutro verso di loro, ma non posso più continuare a sostenere le spesa, visto che il mio ruolo non è in alcun modo rimborsato».
Dal Comune si è replicato che non si può ancora intervenire, in quanto in attesa della relazione Asl e del responso della commissione di igiene, così come si è sostenuto di non poter attuare la convenzione del Comune col canile, perché gli animali appartengono a un non residente a Pieve. Insomma, burocrazia e cavilli, mentre undici animali stanno soffrendo.
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