Sicurezza
Soste ai privati: parte la raccolta firme
Prima riunione del comitato che si oppone al progetto, l’obiettivo è rivedere gli aspetti dubbi del bando per l’affidamento
PESCIA. Mille firme per dire no all’affidamento ai privati della gestione dei parcheggi. Questo l’obiettivo che si è posto il comitato cittadino al termine dell’assemblea pubblica convocata martedì scorso al cinema Vox.
Alla presenza di una trentina di persone è stato stilato un documento, nel quale si chiede alla giunta di sospendere il bando di assegnazione al privato della sosta a pagamento, e di aprire un dibattito pubblico con i cittadini e gli utenti per valutare gli aspetti dubbi presenti nel bando stesso. A cominciare dalla convenienza. Posto che il Comune non ci guadagna nulla, quali sono i margini di guadagno per la società che si aggiudicherà l’appalto? Secondo il comitato, infatti, l’importo di 80 mila euro scarsi annui (che è la cifra che rimarrebbe al concessionario per pagare tutti i servizi, compresi gli stipendi al personale) non rappresenta un affare per nessuno. E assegnare un bando non remunerativo in partenza vuol dire esporsi al rischio che la società interrompa un servizio pubblico in qualsiasi momento a causa del suo fallimento.
Se a questo si aggiunge che «i parcometri rimangono nella proprietà del privato», un ulteriore rischio potrebbe essere rappresentato dalla possibilità che la città ne rimanga sprovvista al termine della concessione (se non addirittura prima). A fronte di incassi documentati da parte dell’amministrazione comunale pari a circa 300 mila euro annui non era preferibile migliorare il servizio in house, prevedendo una rotazione nel ricambio dei parcometri guasti e reinvestire risorse pubbliche, con gara aperta, mantenendo il servizio pubblico?
Con la gestione privata arriveranno parcometri di ultima generazione, display che agevoleranno il traffico indicando agli automobilisti i parcheggi disponibili e una tecnologia di rilevazione a distanza che il Comune non potrebbe permettersi, come ha sottolineato in più di un’occasione il sindaco. Ma il Comune potrebbe permetterselo se reinvestisse, anziché affidare a una società privata la “rilevazione a distanza” e tornasse a considerare la viabilità come un asset fondante di una amministrazione pubblica che pensa a fare il bene ed il vantaggio economico dei cittadini. Cosa quest’ultima che non può essere certo attesa da parte di un gestore privato, la cui unica finalità è realizzare utili e profitti. Utili e profitti che se non realizzati attraverso la fornitura del servizio, porteranno con molta probabilità a un aumento delle multe.
C’è poi la spinosa questiona delle tariffe. Secondo il bando, queste rimarranno immutate, anzi è prevista una sosta di cortesia che permetterà di parcheggiare senza costi. Ma se le tariffe non cambieranno perché il Comune autonomamente non ha optato per la sosta di cortesia? La decisione, osserva il comitato, poteva essere presa dal comune in accordo con commercianti e cittadini, e avrebbe potuto prevedere un piano di sostituzione dei parcometri in 3 anni con gli incassi realizzati ogni anno. La sensazione, per il comitato, è piuttosto quello che si voglia fare cassa alla svelta, per arginare lo stato di dissesto.
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