Il dolore
Bartolini nell’olimpo della ristorazione con Aimo e Maccioni
Il giovane chef montecatinese ha conquistato la seconda stella della guida Michelin con il suo locale in Brianza
MONTECATINI. In un film dei fratelli Taviani, un immigrato italiano urla ad un americano che lo sta insultando nelle strade di Los Angeles: Noi siamo figli dei figli dei figli di Michelangelo. E tu di chi sei figlio?».Potremmo dire, venendo a cose più lievi, di chi è figlio Enrico Bartolini? Della tradizione, grandissima, dei nostri ristoratori che dalla Valdinievole hanno girato il mondo.
Bartolini, 34 anni, montecatinese doc (Pesciatino solo poer l’anagrafe), è figlio – in senso culinario – di Aimo Moroni (due stelel Michelin) salito da Collodi a Milano, di Sirio Maccioni (1 stella Michelin) partito da Monte catini per Parigi e poi New York. Ma è anche figlio dei Gori dell’Assassino di Milano, dei Panattoni che hanno sfondato a Bergamo, dei Pellegrini che sono diventati sempre dei grandi ristoratori a Bergamo.
E che dire di quel Sergio Bernardini, il re della Bussola, nat o a Parigi da emigranti di Marginone?
Un lungo preambolo ed ecco la notizia. Enrico Bartolini chef del ristorante omonimo dell’hotel Devero a Cavenago Brianza ha ricevuto dalla Michelin 2014, la bibbia delle gudie dei ristoranti la seconda stella, entrando così nell’olimpo dei grandi cuochi italiani.
Una bel risultato per il ragazzino uscito dalla scuola alberghiera di Montecatini e diventato subito famoso.
Già dieci anni fa era considerato uno dei più bravi fra gli emergenti. Poi qualche alto e basso e poi la definitiva consacrazione in questo albergone a 4 stelle della Brianza. La prima stella era arrivata giusto lo scorso anno, la seconda un anno dopo.Un riconoscimento che arriva a ruota delle tre forchette che Bartolini ha ottenuto recentemente dalla guida dei ristoranti del Gambero Rosso.
Bartolini tentò anche la strada da solo, rilevando nell’Oltrepò pavese il ristorante di Aldo Coppola, il celebre parrucchiere della moda, ma le cose non andarono troppo bene.
Molto meglio in questo grande hotel.Venendo ai voti della Michelin nella nostra zona, c’è da segnalare che l’unico ristorante ad avere il fatidico macaron è ancora una volta Atman a Pescia. Onore al merito per Igles Corelli, sempre più deciso a lasciare un segnale della sua cucina nella nostra Valdinievole.
Tanto che si parla, indiscrezioni che abbiamo raccolto e pubblicato pochi giorni fa, della possibilità di creare una grande pasticceria insieme a Loretta Fanella, considerata una delle grandi creatrice di dolci d’Italia.Tornando a Bartolini, che ha aperto un locale anche nel Chianti, sarebbe bello che questo enfant prodige della cucina italiana potesse tornare con un proprio locale dalla nostre parti.
A Montecatini l’unico locale a fregiarsi della stella Michelin è stato, agli inizi degli anni Novanta, quel Pierangelo che aveva aperto in via IV Novembre Pierangelo Barontini. Aperto, non va dimenticato, con il decisivo apporto di alcuni importanti albergatori e manager cittadini.
Dopo Pierangelo è stato il «dessert». Al di là di grandi classici come Giovanni e Gourmet sarebbe il momento di lanciare un po’ di talenti nuovi, magari nei grand hotel della Valdinievole. Chi ci ha creduto, al di là dei costi, ha ottenuto fama e riconoscimenti.
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