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Al Cosma e Damiano una scellerata destrutturazione

Al Cosma e Damiano una scellerata destrutturazione

PESCIA. Personale che manca, un macchinario rotto che viene riparato a caro prezzo (quando ce ne è già uno pronto e inutilizzato), pazienti costretti a fare la spola al di quà e al di là del...

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PESCIA. Personale che manca, un macchinario rotto che viene riparato a caro prezzo (quando ce ne è già uno pronto e inutilizzato), pazienti costretti a fare la spola al di quà e al di là del Serravalle. Sui problemi della sanità interviene anche la segreteria provinciale de La Destra, che è guidata proprio da un medico, ossia Giuseppe Fiore, che su quanto sta accadendo nella nostra Asl parla di «scellerata destrutturazione dell’ospedale di Pescia», che starebbe «producendo i frutti velenosi da noi previsti da tempo».

«Cardiopatici come palline da ping pong attraverso il Serravalle – si legge sulla nota del La Destra – bambini come pacchi postali e, da domani (oggi per chi legge ndr), i pazienti dell’otorino, visti a Pescia saranno operati a Pistoia. A breve poi le innumerevoli sale operatorie del San Jacopo dovrebbero funzionare a pieno regime (sempre che smetta di pioverci all’interno) e dovranno “produrre”, ma l’ospedale pistoiese sembrerebbe non disporre di una ricettività ad esso proporzionata e, pertanto, anche molti dei pazienti della Valdinievole dovranno essere portati a operarsi a Pistoia e da lì poi, reimpacchettati per il Cosma e Damiano».

Quindi il problema evidenziato da più parti degli organici insufficienti al pronto soccorso: «I nuovi e bei locali rischiano davvero di essere l’ennesimo monumento allo spreco. Molti infatti sono inutilizzati data la mancanza del personale per sovraintenderli e, quindi, i pazienti continuano, per motivi di sicurezza, a stazionare in promiscuità sulle barelle nei corridoi. Quanto ai servizi poi, per ora, non è cambiato nulla: il gabinetto di radiologia, per non parlare della Tac, sono distanti e quindi pericolosamente fuori mano e i campioni di sangue per gli esami continuano ad essere portati a piedi in quel poco che rimane del laboratorio analisi».

E dal pronto soccorso si passa al servizio di emodinamica, da cui il reparto non potrebbe prescindere, «e qui la realtà supera la fantasia», come sottolinea l’intervento. «Da tempo l’angiografo di Pescia, “vecchio” di 14 anni, è guasto. Sarebbe sembrato ragionevole trasferire a Pescia quello ben più recente e performante rimasto inutilizzato nel vecchio ospedale di Pistoia, dato che per il San Jacopo si era preferito comprarne uno nuovo. C’era però un problema: quelmacchinario non entrava nella sala di emodinamica di Pescia senza qualche piccola modifica muraria (pare bisognasse demolire un bagno di servizio, non edificare una cattedrale). Sembrerebbe invece (ma forse sono solo voci “disfattiste”) che l’azienda, forse anche contro il parere dell’ufficio tecnico, abbia preferito provare a far riparare l’angiografo pesciatino per una modica spesa pare oscillante tra i 70 e gli 80mila euro (quanti bagni si potevano demolire per una tale cifra?). Rimesso in funzione si è immediatamente “piantato” di nuovo e questa volta con un danno economico molto, ma molto, superiore. Da lì è nata una questione difficilmente risolvibile tra l’azienda e la ditta dell’angiografo sulle alle responsabilità che, come sappiamo, nel pubblico in Italia, non sono mai di nessuno. Morale della favola: a Pescia niente emodinamica fino a quando non si derimerà la questione tecnico-commerciale. A pensar male qualcuno potrebbe ritenere (sicuramente in modo erroneo) che si è voluto creare ad arte “l’incidente” per poter trasferire definitivamente tale attività tutta a Pistoia in modo più subdolo e meno traumatico. Circolano infatti voci secondo le quali l’angiografo del vecchio ospedale verrebbe portato anch'esso al San Jacopo per una seconda sala di emodinamica, ritenendo più “appropriato” far spostare i cardiopatici piuttosto che le macchine. Non si capisce però con quale personale potrebbe fuzionare dato che i medici emodinamisti attualmente sono solo 4 a coprire un servizio potenzialmente attivo 24 ore».

«Ecco quindi come la sicurezza dei valdinievolini sia ben poco garantita dalla struttura sanitaria pesciatina – chiude la nota de La Destra – trattandosi, almeno sulla carta, di un ospedale con pronto soccorso, se uno sta male ci va ma corre il rischio, se i dubbi sulla sua salute sono confermati, di essere assorbito dal meccanismo del “pendolarismo” attraverso il Serravalle, raccomandandosi alternativamente a Santi patroni dei due ospedali. Non sarebbe stato più sicuro e meno disagevole sapere da subito di dover andare direttamente a Pistoia? La Destra lo sta dicendo da quando forse si poteva ancora fare qualcosa, nella più completa indifferenza di tutte le altre forze politiche e degli amministratori locali di ogni colore. Ora che ormai tutto è compiuto eccoli correre tutti sotto i riflettori a stracciarsi scompostamente le vesti solo e soltanto in vista, chi delle comunali o delle regionali, chi dei i rapporti di forza al congresso del Pd».

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