Sicurezza
Bambina in dialisi, la città si mobilita
Tante iniziative e una lettera appello dei compagni di scuola della piccola di nove anni in attesa di un trapianto di reni
MONTECATINI. «Aiutate la nostra compagna». Gli alunni delle classi quarte della scuola elementare Don Facibeni hanno scritto una lettera aperta al nostro giornale per raccontare con le loro parole semplici e spontanee la storia della loro vicina di banco, la piccola di 9 anni, di cui gli ultimi due trascorsi in attesa di un trapianto del rene.Una storia di cui il nostro giornale ha scritto nei giorni passati, dando il via a una catena di solidarietà che ha dimostrato il grande cuore di Montecatini.
La città, infatti, si è mobilitata, per cercare di aiutare la bambina e la sua famiglia in ogni modo possibile. Tanti, per esempio, i punti di raccolta fondi nati spontaneamente: all’edicola Jake di via Mascagni, al centro per l’infanzia montessoriano “L’albero delle idee” (che si trova nel Villaggio Satellite in via Riaffrico), alla pasticceria Carlotta e i suoi dolci di Corso Roma, alla farmacia Ascioti di via Foscolo. Inoltre, è attivo un conto corrente aperto al Credito Cooperativo della Valdinievole (questi gli estremi, Iban: IT60 NO80 0370 4620 0000 0507 126).
Ma è dalla bella lettera dei suoi compagni di classe che arriva il più toccante invito ad aiutare la bambina, a permettere anche a lei di poter giocare con loro: «La nostra amica – scrivono i piccoli della Don Facibeni, che avevano anche dedicato a lei uno spettacolo al Tettuccio – è dolce, generosa, allegra. Ogni giorno, casa sua, deve stare immobile, per molte ore, attaccata a una macchina che le permette di ripulire il sangue. Tutti sapete quanto sia triste per un bambino stare fermo, senza poter giocare. A lei piace tanto la scuola e non può venire. Quando sta con noi non è mai triste, solo a scuola riesce a non pensare alla sua malattia. Noi vogliamo che guarisca e abbia una vita normale. Invece non può correre e non può nemmeno bere. Una volta, a una festa di compleanno, è rimasta seduta tutto il tempo perché aveva male alle gambe. Una sua amica si faceva acchiappare apposta per poter andare a sedere insieme a lei. Come fa a sopportare tutto questo dolore? Quando noi stiamo male, non vediamo l’ora che passi tutto. Ma lei è coraggiosa. Deve subire un’operazione costosissima. Tanti soldi che, tutti insieme, possiamo raccogliere. Chi vuole può darle una mano. Non è giusto che i bambini soffrano e non si possano curare».
No, la sofferenza non è mai giusta, e quando poi tocca l’infanzia è ancora più intollerabile. E la storia di questa bambina è di quelle che fa davvero male al cuore. Da due anni la piccola è costretta a vivere tutte le notti attaccata a un macchinario per la dialisi, da quando una setticemia le ha colpito in modo devastante i reni. Ogni giorno deve mandare giù tante e tante pasticche e deve anche convivere con la sete, non potendo bere, nemmeno in estate, più di mezzo litro d’acqua.
La speranza, per lei, si chiama trapianto, ma la piccola, e la sua famiglia, sono ancora in attesa di una chiamata dall’ospedale Gaslini di Genova per un intervento che, fino a poco più di un mese fa, sembrava imminente, ma che poi è stato rinviato a non si sa ancora a quando.
Siamo sicuri che l’intera città saprà dimostrare la sua generosità, anche con un piccolo contributo. Come dicono i bambini, tutti insieme la possiamo aiutare.
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