Il dolore
Le manichette ci sono, l’acqua invece no
Interrogazione in consiglio: l’impianto antincendio della scuola elementare di Collodi non sarebbe collegato alla rete idrica
PESCIA. Quando vengono collocate su un’edificio c’è sempre la speranza di fare un lavoro inutile, ossia di sistemare un qualcosa di cui non ci sarà mai bisogno. Però, se le indiscrezioni emerse si rivelassero vere, nel caso della scuola elementare di Collodi, la più nuova nel panorama scolastico pesciatino (è stata inaugurata nel dicembre del 2008), c’è un motivo in più per sperare che non ci sia mai bisogno di usare quelle bocchette antincendio: potrebbero non funzionare.
Questo l’allarme contenuto nell’interrogazione presentata dai consigliere d’opposizione Salvatore Leggio e AntonioGiuntoli, a proposito dell’impianto presente nel nuovo plesso di via di Confine: sulla struttura sono si presenti i tubi arrotolati da usare in caso di incendio, ma sarebbe, nel vero senso della parola, una presenza “di facciata”. Quelle gomme non sarebbero, infatti, collegate ad alcun impianto idrico. Insomma, una volta srotolate le manichette antincendio e aperto il rubinetto, si rischierebbe di rimanere con in mano un tubo da cui non uscirebbe nulla.
«Ci risulta che alla scuola primaria di Collodi – si legge nell’interrogazione dei due consiglieri di Futuro e Libertà – negli anni passati sono state installate le bocchette antincendio previste ai termini dei decreti legislativi 81 del 2008 e 106 del 2009 e del decreto ministeriale del 1992». E fino a qui tutto bene, ma, prosegue l’interrogazione, «ci viene altresì riferito che però l'impianto non potrebbe funzionare in caso di necessità, in quanto non è mai stato effettutato il collegamento alla rete idrica, nonostante i ripetuti solleciti all’amministrazione da parte, sia della dirigente scolastica, che della Geox, la ditta che a termini di contratto era incaricata sia della installazione che del collaudo».
Un allarme che troverebbe conferma in una fitta corrispondenza tra la scuola (che chiedeva di sistemare l’impianto) e il Comune.
«Chiediamo se tale stato delle cose corrisponda a verità – proseguono Leggio e Giuntoli – se l’attuale amministrazione ne era al corrente e, se sì, se ne era stata data comunicazione al comando locale e provinciale dei vigili del fuoco. In tal caso vogliamo sapere quali sono le motivazioni per cui, in tutto questo tempo, non si è provveduto alla messa a regime di questo sistema di sicurezza, ottemperando ai termini di legge. Chiediamo inoltre, nel caso in cui ci sia veramente la necessità di provvedere all’allacciamento alla rete idrica, di specificare la tempistica entro la quale si provvederà a sanare la situazione».
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