Sicurezza
Zona sportiva, pace fatta fra espropriati e Comune
PIEVE A NIEVOLE. C'è una questione che interessa il Comune di Pieve e un privato cittadino (la famiglia Cattaneo). Al centro della lite, che si è svolta nelle aule di un tribunale, l'esproprio dell'a...
PIEVE A NIEVOLE. C'è una questione che interessa il Comune di Pieve e un privato cittadino (la famiglia Cattaneo). Al centro della lite, che si è svolta nelle aule di un tribunale, l'esproprio dell'area dove è sorto il centro sportivo La Palagina (con campi da calcio, bar-ristorante, uffici e spogliatoi) nella frazione di Vianova. Il primo atto della vicenda, che si è consumata negli anni tra avvocati, carte bollate, processi e sentenze, risale al 2008. E ora, visto che l'amministrazione davanti al giudice ha sempre avuto torto, si prova la strada dell'accordo bonario tra le parti, tramite una definizione stragiudiziale della vertenza grazie alla mediazione di un conciliatore (l'avvocato Roberto Righi). Pure in questo caso, alla ricerca di una soluzione di “pacificazione” si poteva arrivare anche prima. Perché già il Consiglio di Stato (nel 2008) e il Tar della Toscana (il 24 maggio scorso) avevano dichiarato illegittimi (e quindi annullato) i documenti deliberati dal Comune sull'acquisizione “a patrimonio” dell'area, specificando che i beni di proprietà privata erano stati occupati “illegittimamente” sin dal 1991. In poche parole, avevano specificato come La Palagina non sia proprietà del Comune, ma della famiglia Cattaneo. Il prossimo 20 dicembre il Tar ha fissato la data per accertare e successivamente pagare una richiesta danni rivendicata dalla parte offesa dopo una precisa perizia tecnica. Due le ipotesi: la restituzione dei terreni liberi da persone e cose con, in più, una somma di oltre un milione di euro, oppure, in via subordinata, senza la restituzione di quei beni ma con un risarcimento che supera i due milioni di euro. Cifre da capogiro che hanno spaventato l'amministrazione. E l'hanno persuasa a lasciar perdere l'iter giudiziario, che non ha mai dato soddisfazioni, e a sedersi di fronte a un tavolo con i proprietari per arrivare a un accordo che alla fine accontenti tutti. Meno, di sicuro, la stessa amministrazione, che qualcosa dovrà pur rifondere. (l.s.)
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