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Elezione tra le polemiche a Pieve

Tra i renziani malumori (e sospetti) per la bocciatura di Bozzaotre

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PIEVE ANIEVOLE. Il rinnovamento politico diverse volte annunciato solleva parecchi dubbi in paese. E all’indomani del congresso locale del Pd, che ha eletto nuovo segretario Iana Lari per la lista “Con il Pd insieme per la Pieve”, le perplessità non fanno che aumentare.

Soprattutto perché a soccombere nelle corsa alla segreteria (seppur con un margine minimo di voti, 111 contro 121) è stato Maurizio Bozzaotre, segretario uscente e renziano, nome piuttosto sconosciuto quando 4 anni fa salì al vertice del partito di Pieve e ora esponente democratico ancora estraneo alle tradizionali logiche partitiche. L’assemblea, dopo il voto, mostra in modo sempre più marcato le due anime che la compongono. E che non si vedono di buon occhio. La scelta di Lari, insegnante in pensione, diverse volte assessore e attuale titolare della pubblica istruzione, è stata presa da «persone che credono nel rinnovamento ma non solo, che soprattutto non mettono al primo posto gli elementi che dividono il partito ma semmai quelli unificanti», si leggeva in una nota del Pd diffusa in seguito all'elezione.

E queste parole hanno fatto storcere il naso a qualcuno, se è vero che Bozzaotre, avvocato di professione, mai ha ricoperto cariche politiche in passato, ma solo lo scranno di segretario per un periodo che è tra l’altro già terminato. Alla “vecchia guardia” Pd pare non sia andata troppo giù l’animosità con cui Bozzaotre ha lavorato per portare Matteo Renzi alla Pieve nel settembre scorso, un incontro a cui parteciparono circa 4mila persone. E per indurlo a farsi da parte, secondo numerose indiscrezioni, nella settimana che ha preceduto il congresso avrebbero raccolto un’ottantina di nuovi iscritti al partito (e di relative tessere), sembra anche di altre formazioni politiche (come l’ex Udc), per incrementare, sempre secondo le voci malevole, il sostegno e i voti in favore di Iana Lari.

Ma dal congresso, in più, è uscita pure un’ipotesi comunque tutta da verificare (e da ufficializzare): cioè che il candidato sindaco Pd alle prossime elezioni amministrative della primavera 2014 potrebbe essere Bruno Maccioni, presidente della locale Misericordia e assessore al bilancio della giunta Alamanni. Sempre in un ottica di rinnovamento.

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