Il dolore
Verso il voto: dei 5 Stelle la prima mossa
Gli attivisti montecatinesi presentano la squadra, il progetto e anche il potenziale candidato sindaco: Luca Parlanti
Parte da lontano (nel tempo) e anche da vicino (nello spazio) la corsa del Movimento 5 stelle in vista delle prossime amministrative montecatinesi, nonché delle altre scadenze elettorali che caratterizzeranno o potranno caratterizzare la primavera 2014 (le regionali e, in caso di caduta del governo, le politiche). Ieri mattina il Gruppo Attivisti Montecatini del Movimento ha presentato i propri candidati o, meglio, le proprie proposte ai cittadini (cui sarà chiesto di esprimersi) in vista del voto comunale.
Una squadra guidata dal portavoce Luca Parlanti, legale di 31 anni, e che verrà proposto quale candidato sindaco del Movimento di Grillo. Nell’occasione sono stati indicati anche i nomi di alcuni dei possibili componenti la lista dei Cinque Stelle tra coloro che erano presenti all’incontro, ossia Matteo Silvestri, Alessandro Biagini, Andrea Innocenti e Cristiano Pierini. A introdurre l’incontro Mary Aloisi, che ha illustrato come è nato il movimento a Montecatini, quale diretto proseguimento della positiva esperienza pistoiese: «È un ideale che ci è piaciuto da subito. In particolare, mentre i politici classici mantengono la distanza dal cittadino il nostro obiettivo è quello di raggiungere un rapporto diretto e continuativo con i cittadini. Noi non vogliamo lavorare solo per i cittadini, ma con i cittadini». E sta proprio qui uno dei concetti alla base del Movimento: appunto, per tornare al concetto dell'inizio una corsa, quella verso le elezioni, che vuol essere condotta “da vicino”, nel senso della distanza dai cittadini.
Quindi, insieme agli altri militanti presenti, tra cui Massimiliano Ciervo, Tessa Granata e Luca Chiti (quest’ultimo possibile candidato di zona dei grillini alle regionali) sono state illustrate le prossime iniziative del Movimento (vedi riquadro), prima di passare la parola allo stesso Luca Parlanti, che ha fatto il punto sulla situazione di Montecatini, in vista delle prossime elezioni («che, mai come oggi, cadono in un clima sociale, economico e morale, oltre che politico, a dir poco a tinte fosche»). Elezioni che vengono definite una «ultima chance», da Parlanti: «In particolare vorrei che ci ascoltassero tutti quei concittadini che negli ultimi 30 anni, per vari motivi, non hanno avuto alcuna voce in capitolo in questa città, emarginati dalle solite sporche logiche politico-economiche, che hanno subito in silenzio e onestamente un sistema fatto a immagine e somiglianza di chi lo impersona e lo rappresenta. Non avete più nulla da perdere, aiutateci ad aiutarvi. Vi chiediamo non voti, né offriamo favori. Alla larga pertanto i furbi, coloro che nella politica vedono solo il modo di fare solo i propri interessi. Noi vogliamo solo la vostra partecipazione, le vostre idee, il vostro impegno. Non una delega in bianco come avete fatto per decenni. Tornate a interessarvi della vostra città. Noi del Movimento 5 Stelle mettiamo sul piatto della bilancia l’onestà, la voglia di fare, le competenze nuove idee. Soprattutto non siamo professionisti della politica, ma gente comune».
«Contrariamente a quel che viene detto – interviene Andrea Innocenti –le nostre intenzioni non sono distruttive, ma costruttive».
Il perché si possa diventare un militante del Movimento lo ha spiegato Matteo Silvestri, commerciante: «Quando chiediamo aiuto alla politica e non solo non riceviamo risposte, ma, anzi, bastoni tra le ruote, diventa automatico che anche una persona come me, che non si è mai interessata di politica, non possa fare a meno di occuparsene».
«La nostra non è una rivoluzione – conclude Parlanti – ciò che chiediamo è la normalità in ogni paese d’Europa, dove i politici sono comuni cittadini. Qui siamo arrivati all’aberrazione di una classe politica disposta a tutto pur di mantenere il proprio status quo. E dovrebbero ringraziarci: non veniamo accusati di fomentare, quando in realtà siamo un argine contro la rabbia della gente. Noi vogliamo ricostruire questo paese, non con le ideologie, ma con le idee».
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