Sicurezza
Stecca “Miss Italia” dopo l’addio alla città e alla Rai
Ma organizzatori e azienda televisiva sembrano non dare troppa importanza a quel misero 5,5% di share medio registrato domenica per la finale del concorso
MONTECATINI. Miss Italia “stecca” a Jesolo, ma organizzatori e azienda televisiva sembrano non dare troppa importanza a quel misero 5,5% di share medio registrato domenica per la finale del concorso e confermano la manifestazione anche per i prossimi anni.
«Miss Italia andrà in onda su La7 anche nel 2014, visto i dati di ascolto molto positivi per la nostra rete», esordisce Marco Ghigliani, amministratore delegato della tv di Cairo nella conferenza stampa di chiusura della manifestazione e presentazione della vincitrice che si è svolta ieri mattina al Pala Arrex di Jesolo.
«Questo annuncio mi fa molto piacere», incalza Patrizia Mirigliani, orgogliosa di essere per la prima volta la produttrice del programma e sottolineando l’abbattimento dei costi rispetto alle precedenti edizioni. Certo, il confronto con “l’era Montecatini” (e soprattutto con gli anni della Rai) è impietoso: nel 2011 per la serata finale ci furono oltre 5 milioni spettatori con il 25,94% di share; nel 2012 la prima serata registrò oltre 3 milioni di spettatori (18,20% di share), la seconda quasi 5 milioni (24,39%). Quest’anno gli spettatori totali si sono fermati a 937mila. Ma Valerio Zoggia, sindaco di Jesolo, si è comunque detto soddisfatto per la visibilità avuta dalla città veneta nel corso del mese che ha preceduto e accompagnato la manifestazione.
E il sindaco di Montecatini che ne pensa di questi numeri? Rimpianti o, tutto sommato, meglio così? «Al di là di qualsiasi confronto – risponde Giuseppe Bellandi – a me dispiace non aver ospitato il concorso per il terzo anno. Sarebbe stato bello avere Miss Italia nell’anno dei Mondiali di ciclismo, ma ci sarebbero volute condizioni diverse. Gli organizzatori hanno scelto di ridimensionare e ripartire con una diversa proposta, ma certo la potenza di fuoco offerta alla nostra città per almeno 20 giorni dalla Rai è stata un’altra cosa».
David Meccoli
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