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Nuove firme e nuovi atti al Tar contro il Business Park

Nuove firme e nuovi atti al Tar contro il Business Park

Non si arrendono gli abitanti che si oppongono al Business Park, nome anglofono per descrivere l’area industriale che dovrebbe sorgere a Sud della città

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Non si arrendono gli abitanti che si oppongono al Business Park, nome anglofono per descrivere l’area industriale che dovrebbe sorgere a Sud della città. Anzi, in un certo senso, “raddoppiano”. Lo fanno aggiungendo altre firme e altri atti a sostegno del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale con il quale contestano l’iter seguito dal Comune di Pescia per arrivare alla realizzazione dell’opera.

«Il malcontento degli abitanti a sud della città – si legge nella nota del Comitato che si oppone alla realizzazione – nelle aree destinate a ospitare l’ampliamento della zona industriale ha trovato una nuova espressione, con un “ intervento ad adiuvandum” nel ricorso promosso nel 2012 al Tar toscano. Questa volta in oltre 270 hanno sottoscritto l’atto formale e, tra questi, anche il circolo Valdinievole di Legambiente. L’atto, notificato al Comune di Pescia in data 23 ottobre, pone l’accento su una serie di vizi negli atti amministrativi del Comune che potrebbero portare all'annullamento della delibera consiliare del 31 gennaio 2012, con la quale è stato approvato il piano strutturale. Alcuni atti peccano di totale e inammissibile delega di funzioni (vedi quello dell’ufficio urbanistica a favore di uno studio professionale privato), altri di insufficiente garanzia di imparzialità e terzietà nelle valutazioni, venendo a mancare il presupposto di “separatezza” richiesta dalla disciplina regionale (vedi l’ individuazione della giunta comunale come “autorità competente” a valutare la Vas). I vizi riguardano anche le procedure utilizzate per una corretta valutazione dei reali rischi idrogeologici dell’area collocata tra i torrenti Pescia. Nessuno studio ha tenuto di conto che le disastrose alluvioni che hanno caratterizzato il passato di quel territorio sono sempre avvenute per rottura degli argini e non per tracimazione (da qui l’insistente richiesta all’amministrazione comunale da parte del Comitato per i Cittadini della Valle del Pescia di mettere in opera uno studio sulla sicurezza degli argini fluviali)».

«Si puntualizza – prosegue lo stesso Comitato – che il Business Park verrà localizzato in un’area a profonda vocazione agricola, caratterizzata da un tessuto economico composto da piccole e medie imprese agricole e florovivaistiche tipiche della Valle dei Fiori: si andrà inevitabilmente a “strangolare” l’intero sistema produttivo e occupazionale basato appunto sull’economia verde. Al di là degli atti formali, gli abitanti continuano a essere molto preoccupati dei risvolti che una così pesante" previsione edificatoria potrebbe portare all’attuale fragile equilibrio economico-idraulico, senza trascurare l’impatto ecologico e le conseguenze fiscali sull’area».

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