La manifestazione
La casa della mafia per «nuovi» giovani
Inaugurata la struttura di Pittini: da qui riprenderanno la loro vita dei ragazzi con un passato difficile
BUGGIANO. Quello che un tempo è stato l’immobile appartenuto ad un condannato per criminalità organizzata si è ufficialmente trasformato in una residenza per giovani coinvolti nel progetto di co-housing (un termine inglese per dire che si vive mettendo in comune alcuni servizi essenziali, che da privati passano ad essere condominiali).
L’inaugurazione ufficiale dell’abitazione, in via Siena, a Pittini, è avvenuta ieri pomeriggio alla presenza delle autorità locali e provinciali.
I ragazzi, scelti per l’iniziativa di “co- abitazione”, sono alcuni maggiorenni – magari da pochi giorni – che, dopo aver vissuto un difficile passato familiare e sociale, potranno essere autonomi e potranno sperimentare cosa significhi condividere le responsabilità domestiche.
Saranno Stefano e Cristian i primi due giovani, che si stabiliranno nella villetta.
«E’ un sogno di indipendenza che si avvera» hanno spiegato i diciannovenni, entusiasti di mettersi alla prova in questa esperienza.
L’edificio, confiscato alla mafia nel 2007 dal Tribunale di Pistoia, potrà ospitare fino ad otto persone, con un’età superiore a 18 anni.
Sono infatti quasi 200 i metri quadri a disposizione, disposti su due piani, con stanze arredate in modo moderno grazie alla solidarietà di numerosi cittadini.
Al primo piano si trovano un ampio soggiorno e una cucina, mentre al secondo piano sono disposte le camere da letto.
«Sono felice che Stefano e Cristian possano iniziare questo nuovo percorso- ha dichiarato il sindaco Daniele Bettarini- sono sicuro che anche i vicini, nonostante gli iniziali timori e perplessità vi vorranno bene e voi potrete integravi nella comunità».
«E’ un riscatto per giovani che hanno avuto una vita non facile- ha sottolineato la presidente della Provincia Federica Fratoni- la riconversione di questa casa è positiva e dimostra come la malavita mafiosa non sia più solo un fenomeno circoscritto al Meridione, ma come sia presente anche in Toscana».
Ma è anche la dimostrazione che i beni sottratti alla criminalità organizzata possono essere utilmente recuperati.
La Società della Salute si occuperà della gestione dell’iniziativa, mentre la Cooperativa La Selva e il Consorzio Metropoli “sorveglieranno” e seguiranno gli inquilini. I finanziamenti invece sono stati elargiti dalla Regione. « E’ un bel progetto- ha dichiarato al momento della benedizione il vescovo a Giovanni De Vivo-è un supplemento di fiducia soprattutto per le nuove generazioni, verso cui troppo spesso nutriamo qualche timore e riserva». Una vittoria quindi per l’amministrazione comunale, che avendo ottenuto dal Tribunale che l’edificio venisse destinato a finalità sociali, è stata in grado di terminare con efficienza i lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza. Svanite le paure di alcuni abitanti, i quali temevano che l’edificio sarebbe stato affidato a soggetti poco raccomandabili, i vicini hanno accolto Lorenzo e Cristian con affetto.
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