L’urbanizzazione nell’area allagata solleva tanti dubbi
Prevista un’espansione residenziale di 14mila metri quadri La zona? Via del Melo, la più colpita dall’ultimo acquazzone
PIEVE A NIEVOLE. Il dramma vissuto a inizio settimana dal Centro ippico La Pieve di via del Melo, nella frazione di Via Nova, non può finire nel dimenticatoio.
Già ora le forti piogge provocano danni ingenti in questa zona a sud del territorio, e le cause vanno ricercate, oltre che nell’eccezionalità dei temporali, anche nell’urbanizzazione sfrenata e nell’aumento della popolazione. Va da sé che le fognature, realizzate quando la densità abitativa era minore (e poi mai più, se non poco, ritoccate) non siano in grado di rispondere alle esigenze mutate. E suona piuttosto strano, in un simile quadro, se non allarmante, quello che è in progetto proprio in via del Melo: cioè un piano di espansione residenziale su oltre 14mila metri quadrati, con villette, case popolari, parcheggi, nuova viabilità e aree a verde; piano unito a una nuova strada pensata per collegare via del Melo a via delle Cinque Vie, proprio dietro al centro ippico.
Nel piano attuativo ci sarebbero delle indicazioni sugli interventi (a carico dei proprietari privati e solo in funzione dell’area di nuova inurbazione) per diminuire il rischio idraulico con opere alle fogne e ai canali di scolo. Ma non si sa se verranno mai portate a termine e, soprattutto, compaiono solo quando c’è da costruire. Forse servirebbero prima, a questo punto. Comunque, la colata di cemento in previsione preoccupa e non poco in paese. Ed è il più recente esempio (tra l’altro in discussione nel prossimo consiglio, previsto per lunedì) di quell’antico modo di agire che, con tutta probabilità, è una delle principali concause degli allagamenti.
Eppure, a Pieve, della questione ne discutono da tempo, proprio in riferimento alla situazione “idrica” di Via Nova. Già dal 2010, dopo una mozione presentata dall’attuale capogruppo di Impegno Civico, Gino Giulietti, approvata anche all’unanimità dai gruppi consiliari. Nell’occasione, l’amministrazione aveva ammesso di aver realizzato «opere di minima portata, in particolare la ricavatura dei fossi lungo via delle Cinque Vie con realizzazione di una chiusa per separare i flussi idrici in particolari condizioni. Questi interventi sono stati concordati con il Consorzio di bonifica, con il quale si stanno esaminando le opere da farsi che sono di maggior rilievo».
Sindaco e assessori, rilevando che «il problema dipende anche dalla scarsa manutenzione dei privati frontisti dei fossi di scolo del reticolo minore, e non solo ai tombamenti esistenti», si dissero disponibili «a una contribuzione economica per i lavori che risulteranno necessari». Dopo i danni dell’ultimo acquazzone è arrivato il momento.
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