Il dolore
Cede un tratto delle mura a Uzzano Castello
Smottamenti per il maltempo. Nella notte l’acqua penetra nell’ingresso del liceo Lorenzini
UZZANO. Più che l’acqua in pianura in Valdinievole i danni sono arrivati dall’acqua in collina. L’ultimo acquazzone della scorsa notte non ha infatti causato allagamenti di rilievo in pianura, ma, al contrario, ha provocato diversi smottamenti e cedimenti di muri, spinti dalla terra ormai gonfia anche dall’acqua caduta nei giorni passati. In particolare è crollato un tratto di cinta muraria a Uzzano Castello e, nello stesso comune, è stato segnalato un movimento franoso lungo via del Rio. Ha ceduto anche una sponda del fiume Pescia di Collodi, nel Comune di Pescia, all’altezza del ponte di collegamento tra via delle Cartiere e via Pasquinelli.
Per il resto, nonostante la gran quantità di pioggia caduta a partire dalla sera di domenica scorsa, la Valdinievole ha dimostrato di reggere bene l’urto dei nubifragi. Ma, lo stesso, sono state ore di gran lavoro per il Consorzio di bonifica del Padule.
«Un’altra violenta precipitazione nella notte tra mercoledì e ieri – si legge nella nota dello stesso Consorzio – ha messo a dura prova il sistema idreogeologico della Valdinievole. I tecnici del Consorzio del Padule di Fucecchio sono entrati in azione dalle 5 del mattino per monitorare e controllare sul posto la situazione dopo le forti piogge. In 45 minuti il pluviometro di Villa Basilica ha registrato ben 56 millimetri di pioggia. Una cinquantina anche ad Avaglio, anche se in questo caso diluiti in un’ora e mezzo. Il primo pensiero è andato subito all'intervento sulla Nievole, in località Bottaccino, che si era concluso solo da poche ore. Come noto nell’argine del corso d’acqua si era creata un’improvvisa voragine, fra l’altro in un punto poco frequentato. Per fortuna un cicloturista durante l'escursione ha segnalato la frana. Nelle vicinanze si trova anche un’abitazione, ovviamente a rischio allagamento. I lavori eseguiti a tempo di record hanno comunque scongiurato qualsiasi pericolo. Per il ripristino sono stati utilizzati massi ciclopici per evitare erosioni e infiltrazioni. Sono state messe in azione le idrovore sia a Landino che a Pesciamorta. Così come sono stati controlalti tutti i principali corsi d'acqua e sul reticolo minore nei punti di maggiore criticità. In alcune situazioni considerate più a rischio sono stati utilizzati sacchi di sabbia di rinforzo sugli argini, così come sono stati rimossi detriti che si erano formati intorno ad alcuni ponti».
Pochi casi di allagamento dicevamo, con un’eccezione: il cattivo deflusso delle acque, per le condotte di scolo ostruite dal fogliame, ha trasformato nella notte via Sismondi a Pescia in un fiume, con l’acqua è penetrata anche nell’ingresso del vicino liceo Lorenzini.
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