Sicurezza
Il Comune spende di più di quanto pensa di incassare
PESCIA. «Il Comune spende più di quanto prevede di incassare»: è quanto sostiene il capogruppo Pd Roi Giorgi, che spiega come mai all’ultimo consiglio l’opposizione abbia votato contro i...
PESCIA. «Il Comune spende più di quanto prevede di incassare»: è quanto sostiene il capogruppo Pd Roi Giorgi, che spiega come mai all’ultimo consiglio l’opposizione abbia votato contro i riequilibri di bilancio.
«Dalla relazione del collegio dei revisori – dichiara Giorgi – si può evincere la distanza abissale tra i valori assestati (quelli cioè iscritti nel bilancio 2013) e i valori accertati e riscossi (quelli cioè che l’ente ha effettivamente diritto a incassare): detto in altre parole quello che il Comune incassa rispetto al previsto è pochissimo».
Seguono alcuni esempi: considerando l’Ici degli anni pregressi, l’importo assestato è pari a 657.229,82 euro, quello accertato e riscosso invece è di appena 43.277,42 euro con una percentuale di riscossione pari al 6,5%. Considerando la Tarsu degli anni pregressi, l’importo assestato ammonta a 413.121 euro, quello accertato e riscosso, invece, è di appena 877,30 euro con una percentuale di riscossione pari allo 0,2 %. Lo stesso discorso vale per l’Imu: l’importo assestato è pari a 5.220.168,19 euro, quello riscosso ammonta a 1.958.634,45 pari al 36,54%. Anche i proventi da violazione del codice della stata sono sovrastimati. A fronte di un importo assestato di 675mila euro il riscosso ammonta appena a 211.243 con una percentuale di riscossione pari al 31,25%.
«La politica economico-fiscale del Comune mostra i sui limiti di programmazione e l’inefficacia assoluta di una previsione sulle entrate poco reale – commenta Giorgi – il parere dei revisori e le loro raccomandazioni mal si conciliano con i numeri contabili presenti nella manovra degli equilibri di bilancio anche di quest’anno».
I valori assoluti del bilancio 2013 alla data di settembre 2013 evidenziano quest’anno un totale entrate/uscite pari a quasi 36 milioni di euro contro i circa 30,5 milioni di euro del 2012.
La considerazione di fondo espressa dal voto contrario dell’opposizione, in sostanza, è quella che sarebbe più logico impostare il bilancio con entrate previste più congrue e con valori più aderenti a ciò che è realmente possibile incassare. «Il nostro rimane un Comune senza risorse e con un piano di riequilibrio pluriennale di cui attendiamo fiduciosi il buon esito (la pena sarebbe il default) – conclude il capogruppo del Pd – e per il quale esprimiamo viva preoccupazione, nel caso in cui gli organismi del ministero e della Corte dei Conti dovessero non dare la loro approvazione».
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