Sicurezza
Dimissioni al S. Domenico. «È impossibile lavorare»
Membro del Cda sbatte la porta: «Le documentazioni sono inaccessibili». Pessimismo anche sui progetti che dovrebbero risollevarne le finanze
PESCIA. «Al prossimo consiglio presenterò le mie dimissioni»: a parlare è Eugenio Di Piramo, uno dei 5 membri del consiglio d’amministrazione del San Domenico. La decisione, fa sapere, è dettata da precise motivazioni: «Ai consiglieri non viene riconosciuto nulla di quanto previsto nello statuto, a partire dal gettone per la partecipazione alle sedute del consiglio, ma viste le disastrose condizioni economiche in cui versa l’ente su questo soprassediamo, nessuno se lo aspetta. La cosa più grave, invece, è che non è consentito ai consiglieri di svolgere la propria funzione, quella per la quale sono stati nominati».
I consiglieri, si apprende dallo statuto fondativo dell’ente, hanno diritto a ottenere da tutti gli uffici ogni informazione utile all’espletamento del mandato. Deve essere assicurata un’adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte all’esame del consiglio e, per questo, la documentazione relativa deve essere messa a disposizione dei consiglieri. «Ma tutto ciò non avviene – denuncia Di Piramo – accedere alle informazioni e ai documenti da qualche anno a questa parte è sempre più difficile. Gli uffici dell’azienda, che sono quelli preposti a dare le informazioni, sono sempre chiusi a chiave e quindi inaccessibili per chiunque, pubblico compreso. Credo che un ente come il San Domenico tanto più che è controllato dal Comune debba essere più trasparente, invece non lo è. Per tutte queste ragioni non mi sento di poter più fare parte di questo consiglio».
La decisione è maturata dopo l’ultima riunione svoltasi in Comune. L’incontro aveva l’obiettivo di discutere proprio la fragile situazione finanziaria in cui versa l’azienda di servizi alla persona. La soluzione è stata individuata nell’assegnazione alla casa di cura delle cosiddette cure intermedie, che contribuiranno a dare un po’ di respiro alle casse dell’ente. Le cure intermedie, aveva assicurato l’assessore Conforti, arriveranno entro la fine di quest’anno. «Sono mesi che si sente questa storia – commenta Di Piramo – il mio sospetto è che questo aiuto promesso non arriverà mai».
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