Sicurezza
Contratti Terme: accordo firmato solo da Cgil e Uil
«Doloroso ma necessario» per Filcams Cgil e Uiltucs Uil, ma non per la Fisascat Cisl che, come anticipato nei giorni scorsi e a differenza delle altre due sigle, non ha firmato l’accordo
MONTECATINI. «Doloroso ma necessario» per Filcams Cgil e Uiltucs Uil, ma non per la Fisascat Cisl che, come anticipato nei giorni scorsi e a differenza delle altre due sigle, non ha firmato l’accordo con le Terme per l’avvio dell’apertura dei contratti di solidarietà per tutti i dipendenti dell’azienda. E per “tutti” si deve intendere sia i 54 lavoratori a tempo indeterminato, sia i 13 stagionali il cui contratto non è ancora scaduto (restano fuori solo quattro part-time). Il taglio sullo stipendio è del 30 per cento, ma sarà in gran parte recuperato con i fondi messi a disposizione da Stato e Regione. La decorrenza del provvedimento è dal primo novembre al 31 marzo.
Si chiude così una vicenda che si trascinava da tempo e che ieri si era arricchita di un ulteriore tassello. Sulla testa di 17 dipendenti (tanti sono, teoricamente, gli esuberi stabiliti dai vertici aziendali) pendeva la spada di Damocle del licenziamento: per ottenere i contratti di solidarietà, infatti, la normativa stabilisce che un’azienda debba essere effettivamente in crisi e con personale in esubero da “tagliare”. Quindi giovedì la società Terme ha aperto la procedura di mobilità per 17 lavoratori.
Un passaggio obbligato che però ha reso oltremodo delicata la situazione, che rischiava davvero di lasciare a casa da un giorno all’altro un bel numero di dipendenti. Il fronte sindacale, però, come detto, si è spaccato e, nonostante gli sforzi per ritrovare l’unità (andati avanti per tutta la giornata di ieri, fino al tardo pomeriggio), la Cisl è rimasta sulle sue posizioni e ha opposto un secco no alla trattativa, che il sindacato considera ancora aperta. La stessa assemblea dei lavoratori aveva votato il mandato a firmare l’accordo con una maggioranza risicata.
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