Il Tirreno

Montecatini

Chiude il negozio preferito dalle ragazze del night

di Elena Guerri
Chiude il negozio preferito dalle ragazze del night

Un po’ la concorrenza cinese e un po’ la fuga di ballerine ormai senza “sponsor” in via Manin abbassa definitivamente le saracinesche lo storico negozio Gastons

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MONTECATINI. Si abbassano oggi (sabato 19) le serrande di Gastons, il negozio specializzato nella vendita di abiti succinti e di vestiti sgargianti. Paolo Vitelli, il cui nome d’arte è, appunto, Gastons, aveva aperto la sua attività nel febbraio del 1980. Inizialmente rinomato per tailleur di alta moda, aveva poi deciso di adeguarsi alle mutate richieste della clientela con capi apprezzati dalle ragazze dei night e dalle giovani della lap dance.

«Non è possibile vivere qui in via Manin. Questa strada è divenuta ormai un triste specchio di Montecatini. Basta guardarsi intorno: vi sono ben quattro fondi vuoti – spiega lo stesso Vitelli – la concorrenza non sostenibile dei cinesi, la mancanza di un parcheggio gratuito, la posizione periferica, lo spostamento del mercato e la crisi economica di molte mie clienti ormai prive degli “sponsor”, mi hanno massacrato». Insomma la crisi ha colpito duro, anche sotto il profilo, appunto, degli “sponsor”, ossia degli uomini che si facevano carico delle spese di queste ragazze.

Questa e le altre cause hanno portato Vitelli a decidere di chiudere l’attività commerciale. Impossibile continuare a pagare tasse e bollette che giorno dopo giorno aumentano, mentre le vendite sono in netto calo: «Ho raggiunto il limite di età per andare in pensione, preferisco chiudere, mio figlio non seguirà le mie orme, ma è meglio così. Le ballerine non hanno più una lira e vengono a piangere miseria. Non riescono neppure a pagare gli affitti e così si trasferiscono». E non si tratta di cambiare semplicemente città: «Vanno a Londra, in Israele e in Germania. Negli anni Settanta e Ottanta invece le cure termali, il benessere e il divertimento serale costituivano la chiave vincente della nostra città».

«Inoltre – prosegue Vitelli – non ho più una ditta italiana produttrice di questi articoli. Nelle grandi città come Bologna, Milano, o qui a Prato, sono arrivati i cinesi. Hanno imparato il mestiere nei laboratori italiani, ancora incapaci di parlare la nostra lingua hanno iniziato sin da subito a produrre al nero, abbattendo i prezzi. Lavorando in condizioni disumane, al di fuori di ogni regolamentazione e di ogni legalità,hanno prima conquistato il mercato di massa e poi quello di nicchia. È emblematico questo fatto: i cinesi hanno comprato alcuni miei prodotti, hanno scattato foto alle mie vetrine e poi hanno creato delle copie. Non è necessario andare molto lontano per osservare le stesse scarpe o gli stessi completi, con l’unica differenza del prezzo nettamente inferiore. Un capo simile, se non addirittura uguale, da me costa 60 euro, da loro 5». Così, dopo 33 anni di attività, terminerà anche la storia di Gastons. Al posto del negozio nascerà una sorta di galleria d’arte, dedicata ai dipinti realizzati dallo stesso Paolo Vitelli.

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