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La Edart non chiude Ma rinascerà mini con 40 dipendenti

La Edart non chiude Ma rinascerà mini con 40 dipendenti

Ma resta ingarbugliata la situazione per gli altri 100 dipendenti che non entreranno nella nuova cartotecnica

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MASSA COZZILE. Domenica non verrà licenziato nessuno. Il futuro sarà un po' meno nero per i lavoratori della Nuova Edart di via Fucini, cartotecnica specializzata in biglietti di auguri. I sindacati ieri mattina hanno raggiunto un “accordo quadro” con i titolari e Assindustria nella sede della Provincia a palazzo Balì. Questi i termini fondamentali: quaranta dipendenti su 144 saranno riassorbiti in una nuova azienda dimensionata che nascerà sulle ceneri della ormai quasi defunta Nuova Edart (e che avrà un nome diverso); per tutti gli altri si aprirà un ulteriore periodo di cassa integrazione per cessazione d'impresa (all'80 per cento del salario dovuto) che durerà fino al dicembre 2014, subito dopo verrà avviata la procedura di mobilità per i successivi tre anni al 60 per cento dello stipendio. Un risultato positivo nella gravità della situazione. «Abbiamo ratificato con le parti in causa un accordo difensivo che permette di gettare le basi per una nuova industria e di prorogare gli ammortizzatori sociali in scadenza tra cinque giorni -spiega Emiliano Silvestri, della Slc Cgil- siamo riusciti a trovare questo mix di soluzioni che ci soddisfa e tutela i nostri assistiti. L'accordo è generico, ma la cosa che conta più di tutte e che non verrà licenziato nessuno. Ieri mattina, prima dell'incontro in Provincia, anche gli stessi lavoratori riuniti in assemblea nello stabilimento hanno condiviso e avallato il nostro progetto che salvaguarda la stabilità economica di numerose famiglie del territorio». Devono essere ancora approfonditi i dettagli del compromesso, soprattutto per quanto riguarda la start-up che ripartirà da una costola della cartotecnica: «Ci saranno dei lavoratori interni con contratto a tempo indeterminato e alcuni a domicilio con contratto determinato -riprende Silvestri- sarà creata una nuova ditta più piccola che risponde meglio alle attuali esigenze del mercato, che in questo particolare periodo registra una diminuzione del volume di affari. Comunque, da lunedì la Nuova Edart manterrà una linea di produzione attiva per non uscire dal settore di competenza e mantenere i clienti rimasti”. Tra l'altro, ancora non è stato deciso quali maestranze torneranno al lavoro e quali invece riceveranno la proroga della cassa integrazione. Ma ciò che ora importa è l'esito delle trattative in una vicenda nerissima partita già nel 2009 con 45 persone avviate in cig (trasformata poi in cig in deroga nel 2011 e in seguito in cig straordinaria per crisi), salite poi a 60 nel corso del 2012 e che, lunedì, potevano rimanere a casa senza più un'occupazione e uno stipendio. Il baratro non si chiude, ma perlomeno si restringe (e si allunga).

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