Sicurezza
I bresciani freddi sull’operazione Salute
Intanto una curista di Roma scrive indignata all’ad Raffaelli: «Ho pagato per delle cure che non ho avuto»
MONTECATINI. Procede, ma molto a rilento, la trattativa che potrebbe portare alla cessione da parte delle Terme della superficie dello stabilimento e del parco della Salute alla società bresciana Aqvasport, che ha presentato un progetto di riqualificazione che mira a trasformare l’area in un moderno parco acquatico. Progetto che è stato accompagnato da una manifestazione d’interesse consegnata alla società di viale Verdi ormai all’inizio dell’anno.
E proprio la mancata risposta formale da parte delle Terme all’azienda bresciana (che attende una più precisa presa di posizione dalla controparte, in modo da potersi muovere con maggiore copertura verso le banche) è uno dei tanti “stop” che accompagnano i (pochi) “go” di questa vicenda. Ma non è l’unico. Il freno più importante è forse costituito dall’ipoteca che grava su un’area che, immobili compresi, è stata periziata con un valore complessivo di ben 7,5 milioni di euro. Un rischio che, ovviamente, Aqvasport non è disposta ad accollarsi. E’ di questo, quindi, che si è parlato nell’incontro di ieri tra i vertici delle Terme e i tecnici di Aqvasport (presente anche l’architetto progettista). Gli incontri vanno avanti, ma l’impressione è che la trattativa sia ben lungi dal concludersi in tempi brevi.
Intanto una curista scrive indignata a Raffaelli e ci fa avere la lettera anche a noi. Viene da Roma e trova che ci sono troppi problemi per chi vuole veramente cursarsi a Montecatini.
«In qualità di assidua fruitrice delle vostre Terme e in nome e per conto dei vostri pazienti “passati, presenti e futuri” le chiedo di:
a) procedere alla chiusura delle Terme La Salute alla stessa data delle Terme Tettuccio per non “penalizzare” tutti coloro che, come me, hanno scelto La Salute piuttosto che le Terme Tettuccio per ragioni di vicinanza, di orario e di salute; b) fissare per tutto l’anno l’apertura delle Terme e per la cura idroponica alle ore 7,30 in primo luogo per motivi di salute (digiuno da non prolungare) e per permettere, in secondo luogo, alle persone di abbinare alle cure idroponiche altre cure come ad esempio e cure inalatorie.
«Per quanto mi riguarda, nel mese di gennaio avevo pagato sia per effettuare le cure idroponiche che quella inalatoria ma l’apertura alle ore 8 delle Terme Excelsior e la chiusura anticipata delle terme Redi non me lo hanno consentito poiché non riuscivo ad arrivare in tempo.
«Date queste premesse, poiché, per gravi motivi di salute, avrò bisogno del vostro Centro “finché morte non ci separi”, Le chiedo di far riflettere i componenti la direzione amministrativa su quale sia il modo migliore (ovvero più efficace) di assicurarsi che le persone continuino a scegliere Montecatini come luogo di cure piuttosto che altri centri.
« Non è chiudendo servizi che funzionano, ma migliorando l’offerta che si invogliano le persone a scegliere di investire sulla propria salute e quindi sul proprio futuro.
«Credo che sarebbe sufficiente effettuare un sondaggio fra i frequentatori delle vostre terme per rendervi conto che i bisogni sono tanti e che non dovrebbero restare disattesi. Sicura della vostra disponibilità, porgo distinti saluti. Firmato Franca Leis.
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