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Una settimana per salvare 144 posti

di Luca Signorini
Una settimana per salvare 144 posti

Domenica scade la procedura di mobilità alla Nuova Edart, trattativa fiume per trovare un’alternativa ai licenziamenti

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MASSA COZZILE. Si avvicina il giorno più brutto per i 144 lavoratori della Nuova Edart di via Fucini, cartotecnica specializzata nei biglietti di auguri. Domenica, infatti, scade l’ultima procedura di mobilità ancora in vigore, la cassa integrazione straordinaria per crisi e, se non si arriverà a una soluzione nell’immediato, dal giorno dopo tutti i dipendenti si ritroveranno a casa senza il supporto degli ammortizzatori sociali. Inizieranno infatti i 120 giorni fissati per legge durante i quali accomiatarsi per sempre dalle maestranze. Per scongiurare i licenziamenti in tronco e la chiusura dell’azienda, i sindacati sono impegnati in una trattativa fiume e in diversi incontri che forse potrebbero aprire qualche spiraglio nella vicenda.

«I titolari devono ancora decidere molte cose – spiega Emiliano Silvestri, della Slc Cgil – se dare il via ai licenziamenti di alcuni o di tutti, se fermare completamente la produzione, se proseguire con l’attività o riconvertire. Stiamo discutendo ogni giorno sperando di trovare un compromesso che sia il meno pesante per tutti». Una soluzione parziale potrebbe essere quella di rimpiegare almeno 30 lavoratori da qui a dicembre, per assolvere gli ordini del periodo natalizio. Per gli altri l’unica via è ottenere la proroga della mobilità. Allungare il brodo della cig: dalla cassa integrazione in deroga fino a dicembre, all’80% dello stipendio, alla cassa per cessazione di impresa per tutto il 2014, per concludere con l’apertura della mobilità per altri tre anni, che consentirebbe ai dipendenti di incassare il 60 per cento del salario dovuto. Il patto per la salvezza di tante famiglie del territorio.

La Nuova Edart ha annunciato la chiusura ad agosto per una serie di insoluti e “scoperti” con le banche, per il calo di fatturato (meno 15 per cento rispetto al 2012) in assenza di un nuovo piano industriale in grado di far ripartire la produzione. Ma è dal 2009 che soffre la crisi acuta del settore cartotecnico. In quell’anno, infatti, 45 persone furono avviate alla cassa integrazione, trasformata in cig in deroga nel 2011 (in 30 con la formula delle zero ore e i restanti in cassa a rotazione) e poi in cig straordinaria per crisi, istituto che scade proprio domenica.

Un’altra quindicina di impiegati, in più, sono finiti nel baratro degli ammortizzatori sociali nel corso del 2012. In pochi sono rimasti a lavoro nei normali turni di produzione. E, nel giro di pochi giorni, se le trattative dovessero fallire, nessuno varcherà più i cancelli dello stabilimento che, in pratica, sarà svuotato dei macchinari e delle sue funzioni. E, ciò che più conta, anche di tutti i suoi dipendenti.

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