Toscana
Terme: la Cisl boccia l’intesa «Accordo farsa, niente firma»
«Noi, a queste condizioni, l’accordo non lo firmiamo». La procedura per aprire i contratti di solidarietà per i dipendenti delle Terme parte “monca”, con Cgil e Uil che sottoscriveranno...
MONTECATINI. «Noi, a queste condizioni, l’accordo non lo firmiamo». La procedura per aprire i contratti di solidarietà per i dipendenti delle Terme parte “monca”, con Cgil e Uil che sottoscriveranno il protocollo con la società e con la Cisl che invece risponderà “no, grazie”. E che ora lancia precise accuse al management dell’azienda: «Sono riusciti a dividere il fronte sindacale ricorrendo alle maniere forti e minacciando licenziamenti».
I contratti di solidarietà saranno attivati tra novembre e marzo. È previsto un taglio del 30% degli stipendi, ma di questa percentuale il 70% sarà coperto da Stato e Regione. I lavoratori coinvolti nell’operazione sono 53. «L’assemblea dei lavoratori si è spaccata e ha votato solo un terzo degli aventi diritto», spiega Montuolo, che poi ripercorre la vicenda.
«Il 26 giugno abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la società in cui si parlava anche di un piano di rilancio. Ora leggiamo invece che neanche l’azienda crede più nel progetto Fuksas e punta a fare solo piscina e spogliatoi alle Leopoldine, denotando segnali di debolezza e cattiva gestione dei consulenti».
«Prima delle ferie estive – prosegue Montuolo – l’azienda aveva messo sul tavolo i contratti di solidarietà con un taglio del 25%, ma a settembre la percentuale era salita al 50. Poi, dopo un passaggio in Regione, si è passati al 33. Non vorremmo che si sia trattato di una ripicca per aver fatto muro contro l’assunzione di un dirigente. Una trattativa farsa, già decisa da altre parti e condotta mettendo sul tavolo la minaccia di licenziamenti. E la Regione farebbe licenziare persone per risparmiare poche decine di migliaia di euro? Si è dimenticata degli sperperi fatti finora in azienda, come i 200mila euro l’anno dati all’ex amministratore delegato e i 700mila da pagargli per la vertenza? E si è dimenticata che i consulenti esterni guadagnano, in totale, milioni di euro?».
«Troppo semplice – conclude Montuolo – fare i forti con i deboli. L’azienda si è comportata in maniera scorretta: noi non firmeremo una trattiva condotta al ribasso e chi lo farà si prenderà le sue responsabilità».
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