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Rastelli: «Da rifiutare l’idea delle tragedie inevitabili»

Rastelli: «Da rifiutare l’idea delle tragedie inevitabili»

Domenica mattina, nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia, si è celebrata la sessantatreesima “Giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro”. A ricordare chi, ancora oggi, perde...

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MONTECATINI. Domenica mattina, nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia, si è celebrata la sessantatreesima “Giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro”.

A ricordare chi, ancora oggi, perde la vita mentre sta lavorando erano presenti molte autorità: gli onorevoli Edoardo Fanucci e Caterina Bini, all’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni, il presidente della provincia di Pistoia Federica Fratoni, il prefetto Mauro Lubatti e Alessandra Caponi, presidente provinciale di Anmil.

Dietro i gonfaloni dei Comuni di tutto il territorio, numerosi rappresentanti degli enti locali. Per Montecatini è intervenuto il consigliere Andrea Rastelli, che ha portato il saluto della città e confermato il pieno impegno a mantenere alta l'attenzione sul problema.

«La giornata di oggi – ha detto Rastelli – costituisce un doveroso momento di riflessione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore. L’iniziativa è un fondamentale momento di incontro tra istituzioni, lavoratori, sindacati, imprenditori e politici, per non dimenticare che, negli ultimi anni in Italia si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro, che hanno provocato quasi 200mila invalidità permanenti e oltre 7mila morti».

Un tragico bollettino nonostante i numeri appaiano in calo. «Sul dato complessivo ha proseguito Rastelli – incide fortemente la crisi economica e il calo generale dell’occupazione. Va rifiutata l'idea che queste morti siano inevitabili e tragiche fatalità, ma anzi sono convinto che molto possa ancora essere fatto. La sicurezza e la dignità del lavoro devono avere quel valore primario che la nostra Costituzione gli attribuisce. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma c’è un diritto ancora oggi non pienamente garantito, quello, fondamentale, alla sicurezza della propria vita».

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