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Ospedale: «Si cancella la qualità»

di Maria Salerno
Ospedale: «Si cancella la qualità»

Il sindacato Fials attacca Asl e anche Cgil, Cisl e Uil, su funzionalità del pronto soccorso e poco personale

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PESCIA. Anche la Fials, il sindacato autonomo dei lavoratori in sanità, si unisce al coro di dissensi verso la riorganizzazione dei servizi al Cosma e Damiano. «I servizi nell’ospedale di Pescia sono stati riorganizzati senza alcuna razionalità», tuona il sindacato, che per questa ragione invita tutti i lavoratori alla mobilitazione.

«È inaccettabile la volontà di cancellare servizi di qualità presenti nel presidio ospedaliero di Pescia – sottolinea Massimo Ferrucci, segretario regionale Fials – è stata soppressa pediatria, il nuovo pronto soccorso presenta aspetti strutturali pericolosi, la collocazione della breve osservazione pediatrica è inadeguata, il numero dei lavoratori è insufficiente e la formazione per il personale non viene rispettata».

Il sindacato autonomo fa la voce grossa anche nei confronti delle altre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, e le accusa di aver condiviso e avallato le scelte della direzione aziendale ASL 3, che in ossequio alla delibera 1235 della giunta toscana, stanno riducendo via via i servizi con l’obiettivo, secondo Fials, di concentrarli nelle aziende universitarie. «Tale politica ha già determinato la riduzione ai minimi termini degli ospedali periferici e comporterà la perdita della centrale del 118 in favore di Firenze – sottolinea Ferrucci – siamo di fronte alla politica dei due tempi. L’impostazione adottata di ridurre le attività ospedaliere di degenza in favore di un aumento di quelle territoriali, infatti, (Case della Salute, Aft e così via) comporta prima i tagli e forse dopo i potenziamenti».

La Fials non risparmia le sue critiche nemmeno al nuovo ospedale di Pistoia, le cui carenze vengono bollate come “inaccettabili” («La presenza di rilevanti carenze strutturali e organizzative evidenziano errori progettuali, assenza di volontà nel pretendere il rispetto dei contratti a fronte delle grandi cifre corrisposte al privato per la costruzione e la gestione dei servizi, e una conclamata incapacità della direzione aziendale»).

Dalle sue analisi la Fials ha riscontrato come la carenza del personale sia una “realtà” in gran parte dei servizi, e non solo al nuovo pronto soccorso di Pescia, e accusa la Asl 3 di perseguire la politica del massimo sfruttamento degli operatori, con il consenso dei sindacati confederali. Il modello per intensità di cure, sostiene la sigla sindacale autonoma, è fallito e ormai superato, ma continua ad essere usato come strumento per rendere più flessibile l’uso del personale. La Fias chiede la cessazione dell’attuale situazione e la previsone di un piano di assunzioni adeguato alle necessità assistenziali e nel rispetto dei diritti contrattuali e per questo invita tutti i lavoratori a mobilitarsi – con una raccolta firme – per impedire ulteriori tagli, per sopprimere quelli che il sindacato definisce “apparati inutili” (Sds ed Estav), nonché la riduzione delle direzioni aziendali di area vasta.

«Al momento non siamo ancora in grado di dire quando allestiremo il gazebo a Pescia – fa sapere Ferrucci – ma provvederemo al più presto e contestualmente alla raccolta firme inviteremo tutte le forze politiche del territorio a prendere una posizione».

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