Sicurezza
Pieve dice grazie ai suoi volontari
Alla sede della Confraternita una cena per chi ha dato una mano nei mondiali
PIEVE A NIEVOLE. Con le loro divise rosse hanno controllato ogni varco e ogni strada laterale, con il loro impegno ogni punto sensibile del percorso mondiale è stato presidiato. Ci stiamo riferendo ai volontari che, nella settimana iridata di ciclismo, hanno messo a disposizione il proprio tempo per la sicurezza durante le gare.
Uomini e donne, giovani e pensionati, fianco a fianco: ben 658 gli “arruolati” con compiti precisi tra la Valdinievole e Pistoia. Giovedì sera, alla Misericordia di Pieve a Nievole, è stata organizzata una cena (con il contributo di Ipercarne Macellerie) per ringraziare gli oltre cinquanta volontari impegnati sul territorio pievarino.
«È stata una grande scommessa che abbiamo vinto – hanno sottolineato i membri del comitato organizzatore Benedetto Piccinini, Mario Pieri, Carlo Cortesi e Alessandro Becherucci – abbiamo vissuto una favola emozionante in cui tutti i comuni toscani sono stati vicinissimi, una favola il cui ricordo profondo e sincero rimarrà in noi».
«Anche Pieve si merita una medaglia – ha detto il sindaco Massimo Alamanni – per la propria partecipazione attiva». «È stata un’avventura finita bene», ha fatto eco l’assessore Salvatore Parrillo. Hanno collaborato infatti il corpo della polizia municipale, i membri della Misericordia di Pieve, l’associazione dei carabinieri in congedo, l’associazione dei bersaglieri e molti cittadini.
«Proveniamo dal mondo del podismo, ma abbiamo dato la nostra disponibilità essendo orgogliosi dell’opportunità offerta alla comunità – hanno raccontato i coniugi Teresina Angei e Rossano Romani – le cronometro sono state spettacolari. Per noi è stata un’esperienza nuova. Ognuno di noi costituiva un tassello che faceva parte di un mosaico. Ora siamo più vicini al ciclismo e siamo euforici di esser stati così a contatto con questa realtà». Hanno concordato Franco Benesperi e Sestilio Giannoni: «Anche domenica 29, con la pioggia incessante, eravamo un po’ inzuppati, ma felici di svolgere questo ruolo».
«Inoltre – hanno aggiunto Elisa Longobardi e Gabriele Mariotti – le persone sono state educate e gentili. Non hanno protestato, al limite ci domandavano quali strade alternative poter percorrere». (e.g.)
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