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Caso Parcheggi

«Accuse vuote dall’opposizione»

«Accuse vuote dall’opposizione»

Il Comune sul bando per le soste: nessun rincaro e servizio migliore

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PESCIA. «La mozione è stata bocciata in quanto strumentale, velleitaria e, soprattutto, infondata sul piano giuridico. Gli stessi presentatori, tra cui il consigliere Giorgi, non hanno saputo argomentare una virgola sulla presunta violazione di legge, quasi avessero firmato senza leggerne il testo»: apre così la replica dell’amministrazione pesciatina all’opposizione, che contestava la legittimità dell’atto per l’affidamento della gestione dei parcheggi.

«La procedura – continua la replica – è perfettamente legale e chi avesse dubbi fondati avrebbe dovuto rivolgersi al Tar e non a una mozione sostenuta con argomenti demagogici. L’unico scopo di questa sgangherata opposizione è quello di indurre nella gente la sensazione errata di un sopruso, a fronte di un provvedimento che presenta invece un sensibile miglioramento in termini di qualità e modernità. È falso che sia in corso un rincaro dei parcheggi. Le tariffe rimangono immutate, anzi, è prevista una sosta di cortesia che permetterà di parcheggiare senza costi e, soprattutto, senza affidarsi al caso o al buon cuore di chi effettua la sorveglianza. L’attuale situazione, nonostante la buona volontà degli operatori, è insostenibile, con parcometri spesso guasti, che obbligano a solcare la piazza per ottenere il tagliando».

Quindi, sul bando: «Questa gara, di tipo europeo, permetterà di avere parcometri di ultima generazione, i display che agevoleranno il traffico, indicando agli automobilisti i parcheggi disponibili, e una tecnologia di rilevazione a distanza. Cose che il Comune non potrebbe permettersi. Certo, il sistema computerizzato rileverà gli abusi e questo ha una funzione sociale, permettendo un’adeguata rotazione che favorirà utenti e commercianti e soprattutto impedirà che qualcuno tratti gli stalli come un garage privato. Ansiosi, in prospettiva elettorale di attivare la macchina del fango, i disinformatori di professione insistono dicendo che “sospendere l’iter poteva consentire di apportare correttivi al bando”. Loro hanno chiesto la revoca, di un atto assunto dal consiglio corredato da relazioni dettagliate e dal parere dei revisori. Si sono espressi dunque contro l’esternalizzazione, anche perché dovrebbero sapere, visto che ambiscono a governare, che i capitolati e i bandi sono di competenza degli uffici. In realtà, come da consuetudine, l’unico scopo di un’opposizione priva di idee, rimane quello di avvelenare i pozzi».

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