Il dolore
Megamulte alle squillo, ma chi le paga?
Il comandante dei vigili non fornisce i dati. Ma è difficile immaginare che ci pensi Equitalia ad incassare i 500 euro
MONTECATINI. Qual è la differenza tra una prostituta e il suo cliente? La risposta più immediata e pur sempre ironica che in molti darebbero è: che uno paga e l’altra no. Ma non si tratta di un indovinello e a parte le ovvietà la risposta molte volte é giusta. Cosa succede nel caso una di queste signorine venga fermata dalle Forze dell’Ordine lo sanno tutti, ovviamente scatta la multa.
Lo sostiene un’ordinanza del sindaco di Montecatini, nata per fronteggiare la prositutuazione in strada. La multa è anche salata , tocca quota 500 euro. Ma qualcuna, di quelle disperate che in abiti succinti aspettano clienti sotto verga, le paga queste multe?
Insomma questa mega- sanzione di cui le forze dell’odine si fanno vanto, vengono poi pagate?
Michela Cupini, comandate della Polizia Municipale di Montecatini non si sofferma su dati statistici e risponde brevemente: «Le prostitute che fermiamo solitamente non sono italiane, però tutte dotate di permesso di soggiorno regolare o comunque cittadine comunitarie e quindi non soggette ad espulsione ma semplicemente ad una sanzione amministrativa che talvolta si prestano a pagare e talvolta no».
«Ovviamente- continua- nel caso in cui non adempiano al pagamento della multa si procederà con il pignoramento, esattamente come avviene per tutti i cittadini inadempienti».
Quindi che si prenda una multa per divieto di sosta o che si prenda perché si è intenzionati a prostituirsi il risultato non cambia.
Ed è proprio qui che sta la fregatura per il Comune perché nella maggior parte dei casi le signorine in questione sono nullatenenti e prive di reddito, di conseguenza da pignorare c’è ben poco e la multa diventa un misero pezzo di carta che può servire forse per accendere il fuoco.
Non solo, da qui ne deriva uno spreco di soldi e energie che alla fine non porta a nessun risultato visto che queste ragazze non hanno niente da perdere e certamente pagare quel foglietto bianco è l’ultimo dei loro pensieri.
Per questo ci piacerebbe sapere quante di queste multe sono state onorate. E se veramente, una volta arrivato alla fine dell’iter, il Comune di Montecatini ha il coraggio di girare la pratica a Equitalia o ad un altra società di riscossione.La storia della multe fallì già quando si appioppavano ai clienti, anni fa, figuriamoci ora con queste disperate che stanno in strada.
E così i viali e le strade intorno al centro (e anche in centro) sono piene di «signorine», Non a caso l’avvocato Sensi, capo dell’opposizione in consiglio comunale, ha annunciato l’appoggio alla riapertura delle case chiuse.
Il problema vero, e le forze di polizia lo senno benissimo, è che non si può contrastare un fenomeno così radicato e sfaccettato come la prostituzione con una legge che risale a 55 anni fa. E come se volessi governare la Borsa con le regole dei tempi del crack del 1929.
La legge Merlin entrò in vigore il 20 settembre 1958, in questi giorni Canale 5 racconterà la storia di questa coraggiosa deputata socialista del Veneto, che contro tutti (compreso il suo partito, il Psi) riuscì a far chiudere le case di tolleranza.
Il miglior omaggio alla Merlin sarebbe cambiare la sua legge. 55 anni dopo.
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