Sicurezza
Terme, accordo vicino con i sindacati
Sui contratti di solidarietà Cgil e Uil possibilisti, ma la Cisl non ci sta: «I lavoratori non devono pagare per errori altrui»
MONTECATINI. Alla fine l’accordo potrebbe essere trovato sulla base di un 30% di contratti di solidarietà per tutti i dipendenti. Ma mercoledì società Terme e sindacati non sono ancora arrivati alla firma che darà l’avvio alla procedura: tutto è rimandato a dopo una nuova assemblea dei lavoratori (in programma domattina), dove però le tre sigle non si presenteranno con una posizione comune (la Cisl appare la più “battagliera”, mentre Cgil e Uil sarebbero state forse anche disposte a firmare dopo l’incontro con l’azienda) e le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.
Sul tavolo, come detto, i contratti di solidarietà, che dovrebbero essere attivati tra il primo novembre e il 31 marzo e che consentiranno alla società di risparmiare circa 240mila euro. In sostanza è previsto un taglio del 30 per cento degli stipendi dei lavoratori, ma di questa percentuale il 70 per cento sarebbe coperto da un finanziamento statale e regionale. Facendo due semplici calcoli, con uno stipendio da mille euro il lavoratore andrebbe a vedersi tagliata la busta paga di 90 euro.
«Siamo arrivati a una sintesi – spiega Luisella Brotini, Filcams Cgil – e riteniamo che raggiungere l’accordo possa essere fattibile. L’azienda è infatti scesa dal 33 al 30 per cento per i contratti di solidarietà e se l’assemblea dei lavoratori ci darà il via libera a inizio della nuova settimana potremmo firmare. Ci è sembrato un accettabile punto di equilibrio che, con l’ampliamento di un servizio con cui sono state recuperate alcune ore lavorative, possa essere in grado di garantire la continuità e l’adeguatezza delle prestazioni offerte». Simile il pensiero della Uil: «È vero che i lavoratori avranno 90 euro in meno in busta paga – dice Paolo Meacci – ma è anche vero che l’alternativa è l’apertura di una procedura di licenziamento. In queste condizioni, pur non facendo salti di gioia, ritengo la soluzione accettabile».
Resta lo “scoglio” Cisl: «La proposta unitaria dei tre sindacati – dice Aniello Montuolo – è quella di un contratto di solidarietà del 18-20%. L’azienda non può cambiare sempre base di partenza della trattativa: a giugno ci avevano detto il 25%, poi il 50, quindi il 33. Ma è con questi soldi che si vuole salvare un’azienda in difficoltà? È giusto che siano i lavoratori a pagare per gli errori compiuti finora all’interno della società?».
David Meccoli
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