La manifestazione
Panapesca: 28 dipendenti licenziati
Annuncio choc dai sindacati, verso la chiusura il reparto produzione dello storico stabilimento di Massa Cozzile
MONTECATINI. La comunicazione è arrivata come un fulmine a ciel sereno, in redazione, poco dopo le 17, sotto forma di una, apparentemente normale, convocazione di conferenza stampa da parte dei sindacati. Ma, in quelle poche righe, a firma di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, c’era una notizia a dir poco allarmante: quella conferenza stampa (in programma martedì prossimo) è stata convocata per parlare dei «28 licenziamenti che l’azienda Panapesca ha già ufficializzato con procedura 223/91».
Una notizia allarmante, non solo per i 28 posti a rischio, anzi, quasi perduti, visto che - come si legge nella nota - l’azienda ha già ufficilizzato i licenziamenti (la raccomandata agli operai è partita il 12 settembre scorso), non solo perché si allunga l’elenco dei posti di lavoro andati in fumo nel nostro territorio, ma anche perché riguarda un’azienda che, in Valdinievole, rappresenta quasi un’istituzione. Fondata oltre quaranta anni fa dall’imprenditore montecatinese Vito Panati, la Panapesca è diventata un colosso mondiale nel settore dei prodotti ittici surgelati, seguendo di fatto l’intera filiera con sedi e filiali in tutti i continenti: dalla pesca, al confezionamento, alla vendita. Un marchio, in città, legato anche ai tempi d’oro del basket, con Panati presidente della società chiamata, appunto, Panapesca.
L’annuncio dunque rappresenta una sorpresa notevole, visto dall’esterno (anche se l’inizio di quest’anno si era aperto con la notizia di una trattativa sindacale serrata per scongiurare la messa in mobilità di 31 operai nello stabilimento Panapesca di Gaeta, nel Lazio), e, al momento, resta ancora da spiegare la motivazione che sta dietro i licenziamenti, se si tratta di un altro colpo di coda della crisi che sta colpendo tutti.
Fatto sta che, invece, la situazione difficile si sta trascinando da mesi. Dalle indiscrezioni emergerebbe una volontà di smantellare l’intero reparto di produzione dello stabilimento storico di Massa Cozzile (i licenziamenti toccherebbero 27 operai e un impiegato), concentrando l’attività nello stabilimento che Panapesca ha in Versilia. Una soluzione alternativa sembrava aver preso corpo questa estate, col progetto – che però poi è naufragato – di cedere in affitto un ramo d’azienda. C’erano stati contatti con altri imprenditori, che però non hanno portato a nulla. Non riuscito questo tentativo sono partite le lettere di licenziamento. In un primo incontro con i sindacati da parte di questi ultimi era stata avanzata anche l’ipotesi di ricollocare parte dei dipendenti di Massa in altri stabilimenti Panapesca. Proposta però respinta.
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