Sicurezza
Doppio Babbo Natale Da Confesercenti arriva una bocciatura
L’associazione contesta il progetto previsto a Massa Cozzile «Iniziativa sovrapposta e vicina alla grande distribuzione»
MONTECATINI. Natale festa della bontà e del vogliamoci bene. Ma a Montecatini proprio attorno a questa festa, e a uno dei suoi simboli per eccellenza, Babbo Natale, si accende una polemica. Il motivo? L’organizzazione in contemporanea di due manifestazioni che, almeno nel nome, si assomigliano parecchio. Una che rappresenta un ritorno, visto che già l’anno scorso fu organizzata con grande successo nel cuore di Montecatini, l’altra che, invece, debutta quest’anno, fuori dalla città e appena al di là dei confini municipali, nella zona dell’Ipercoop a Massa Cozzile. La Casa di Babbo Natale la prima, il Villaggio di Babbo Natale la seconda.
Un dualismo che, era facile prevedere, ha già iniziato a sollevare malumori.
La prima netta posizione è quella presa da Unim Confesercenti, in difesa di chi, per primo, aveva avuto l’idea.
Confesercenti, si legge nella sua nota «intende sottolineare la rilevante importanza che riveste per la città di Montecatini l’evento “Casa di Babbo Natale”. Si tratta di una manifestazione collaudata, che già dallo scorso anno ha dimostrato di attirare consistenti flussi di turisti in città, fondamentali data la situazione di crisi. Sostenere e incentivare queste manifestazioni è per noi una missione, in quanto riteniamo che l’aumento dei flussi nel centro termale sia di indiscutibile importanza e porti benefici proporzionalmente alle attività commerciali, ai pubblici esercizi e alle strutture ricettive».
«Non è in discussione – contuinua l’associazione di categoria – la libertà di intraprendere, che ovviamente nessuno può limitare, purché nel rispetto delle norme di legge. Non condividiamo però l’incapacità di programmare eventi tra comuni confinanti, di concedere autorizzazioni a iniziative che si sovrappongono con danni reciproci, di svuotare le città e i centri urbani, perdendo le qualità che dovrebbero essere un tesoro per la Toscana. Consideriamo anche che creare manifestazioni simili, almeno nel nome, creano una frammentazione del flusso di clientela che non porta beneficio a nessuno, ma sicuramente determina un danno per l’immagine generale. Perché saturare con iniziative molteplici un’area in cui già esiste la grande distribuzione con un centro commerciale che già tende a portare fuori dai centri urbani i flussi di clientela? Dovremmo invece progettare e realizzare tutti con l’obiettivo di concentrare le presenze nei centri urbani per sostenere il commercio di vicinato e i pubblici esercizi, anziché valorizzare i flussi di clientela verso la grande distribuzione, ancor più in un momento di grave crisi e calo dei consumi».
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