Sicurezza
Giovane e istruito Questo il ritratto del candidato tipo
Molti sono i diplomati alla ricerca del primo impiego ma non manca chi ha già esperienze e chi intanto studia
Chi l’ha detto che i ventenni non hanno voglia di lavorare? Il McDonald’s recluta personale e per 40 posti arrivano oltre 2mila domande, dalle quali sono stati selezionati poco più di cento aspiranti “crew”, cioè di addetti alle vendite e alla preparazione dei cibi, la maggior parte dei quali ha tra i 19 e i 21 anni.
L’hamburger e le patatine fritte piacciono ai ragazzi soprattutto se l’orario è flessibile, se si può continuare a studiare e se in tasca a fine mese ci finiscono dai cinquecento ai mille euro. A tutto ciò si aggiunge che non si deve essere belli come per le selezioni di alcuni negozi che accettano solo fisici mozzafiato. Qui le qualità più importanti sono l’essere svelti nelle ordinazioni e abili con le friggitrici.
C’è chi cerca un lavoro part time e chi invece sogna il tanto amato contratto a tempo indeterminato, come Sara di ventinove anni e monsummanese doc, diplomata all’istituto tecnico nel 2006 e disoccupata da circa un anno e mezzo: «Ho fatto i più svariati lavori in vita mia, ma adesso spero solo di trovarne uno che mi offra uno stipendio sicuro e un contratto stabile senza aver paura di essere licenziata da un momento all’altro e di essere lasciata a piedi in tutti i sensi».
Poi c’è Laura, ventunenne di Lamporecchio, ex studentessa dell’istituto alberghiero di Montecatini: «Grazie all’istruzione che ho ricevuto mi è stato possibile lavorare in vari agriturismi e ristoranti della zona, ma purtroppo i contratti a cui ero sottoposta erano a tempo determinato o a chiamata e dopo poco tempo mi ritrovavo costretta a cercare nuovamente lavoro, spero che questa sia l’occasione giusta».
Ma il tipo di contratto non è l’unico fattore che spinge migliaia di questi ragazzi a rivolgersi ad una delle catene più famose del mondo, molti infatti cercano un impego redditizio come Michele, di 21 anni, che vive a Monsummano e diplomatosi in ragioneria: «Appena uscito da scuola ho trovato lavoro come agente di commercio, ma la paga era troppo bassa e, ovviamente, di questi tempi trovare un lavoro in linea con quello che si è studiato è praticamente impossibile, quindi ho iniziato a mandare curriculum a raffica, ma fino a ora nessuno mi ha mai chiamato, fino a quando si è presentata quest’occasione e sinceramente spero che vada a buon fine».
Purtroppo sono molti i giovani che, finiti gli studi, provano a cercare lavoro nel settore nel quale si sono specializzati, ma in molti casi l’esperienza richiesta dai datori di lavoro che vai dai tre fino addirittura ai cinque anni, li esclude a priori. E i lavori di più facile accesso a quel punto sono proprio l’agente di commercio e i call center i quali offrono stipendi che vanno “a percentuale” e che rendono relativamente poco.
Molti dei ragazzi sono nella fase di passaggio tra mondo della scuola e mondo del lavoro dunque, ma sono in tantissimi anche gli studenti universitari che, per mantenersi gli studi senza pesare sulla famiglia cercano qualsiasi tipo di lavoro, come Daniele, diciannovenne e monsummanese doc: «Sono al primo anno di psicologia a Pisa, fino ad ora non ho mai lavorato ma ho deciso di presentare il mio curriculum, perché voglio crearmi una mia indipendenza per questo credo di riuscire a coordinare senza problemi studio e lavoro, e considerando anche le possibilità che offre McDonald’s per gli studenti, mi sembra un’ottima opportunità per iniziare».
Anche Iacopo, ventunenne di Ponte Buggianese e studente al secondo anno di scienze motorie la pensa allo stesso modo: «Prima di arrivare alla laurea mi aspetta ancora un lungo cammino, visto che il mio piano di studi prevede ben cinque anni di “fatiche”, e quindi cerco di occupare il mio tempo lavorando. Inoltre ho già esperienza in questo settore avendo lavorato per qualche tempo nel ristorante di famiglia».
Tanti giovani con sogni e aspirazioni diverse tra loro ma con entusiasmo e voglia di fare. E, contro vecchi luoghi comuni duri a morire, la catena McDonald’s in un’Italia senza lavoro, piena di cassa integrati e disoccupati rappresenta invece un’isola felice dove i giovani possono sperare di aggrapparsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
