Sicurezza
Campane a morto di notte per Lampedusa
PESCIA. La scorsa notte, a San Quirico, le campane hanno suonato “a morto”. Si può immaginare lo sbigottimento generale che un avvenimento del genere può produrre in un paesino di poche anime. Le...
PESCIA. La scorsa notte, a San Quirico, le campane hanno suonato “a morto”. Si può immaginare lo sbigottimento generale che un avvenimento del genere può produrre in un paesino di poche anime. Le campane a morto di solito vengono suonate durante un funerale o per annunciare un trapasso. Che sarà successo? Si sono domandati tutti, iniziando un tam tam telefonico e qualcuno scendendo anche in strada. «Sono morte più di 300persone nel naufragio di Lampedusa – ha spiegato don Raffaello Giusti, parroco della comunità – e per questo ho ritenuto di dover suonare le campane a morto. Perché l'ho fatto di notte? Per risvegliare le nostre coscienze. Se lo avessi fatto di giorno nessuno se ne sarebbe accorto e nessuno si sarebbe domandato cosa fosse successo. Svegliarsi, dunque, è importante per ridestarsi anche dal torpore dell'indifferenza in cui quotidianamente viviamo». Per la stessa ragione, ieri, la messa è stata celebrata senza canti e al loro posto, si è scelto di fare un atto penitenziale più lungo, in cui la comunità ha chiesto perdono per il disinteresse, tante volte mostrato, nei confronti della vita politica e sociale.((ms
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