Il Tirreno

Montecatini

Una nuova casa tutta “bio” per le ricerche in Padule

di Luca Signorini
Una nuova casa tutta “bio” per le ricerche in Padule

Inaugurata la sede del Centro di Castelmartini intitolata alla baronessa Irene Alfano Montecuccoli. Laboratori didattici ma anche mostre e infopoint

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LARCIANO. Una palafitta in legno chiaro su un unico piano esteso per 400 metri quadrati. Il tetto “verde” calpestabile, l'impianto di climatizzazione invernale ed estiva, il solare termico e il fotovoltaico, la fitodepurazione e la raccolta delle acque meteoriche. È costruzione innovativa e a basso impatto ambientale, quasi “nascosta” all'ingresso della riserva naturale delle Morette, il nuovo Centro visite del Padule di Fucecchio, inaugurato ieri mattina nella frazione di Castelmartini e intitolato alla baronessa Irene Alfano Montecuccoli, la cui famiglia, titolare dell'Immobiliare Agricola Castelmartini, ha ceduto gli spazi edificabili.

Una sorta di premontato in fabbrica che garantisce isolamento termico, elevata traspirabilità, alto potere fonoisolante e resistenza al fuoco, oltre a una ridotta necessità di manutenzione ordinaria e quindi di costi di gestione.

Si parla di edilizia sostenibile e di qualità energetica e ambientale. «È una sfida che ha visto lavorare insieme più istituzioni – -ha commentato il sindaco di Larciano Antonio Pappalardo – ora inizia un nuovo percorso di valorizzazione storica e ambientale per questa area di pregio».

C'è voluto più di un anno (i lavori sono iniziati nei primi mesi del 2012) e 680mila euro totali (81mila euro a testa a carico di Provincia e Comune, i restanti della Regione) per portare a compimento l'opera. Tutt'intorno all'edificio si apre un ampio spazio verde su 3.500 metri quadrati dove nasceranno un giardino botanico, una vasca a stagno per piante acquatiche e un filare di arbusti e alberi caratteristici della flora locale. Per un primo assaggio delle biodiversità della zona umida.

Saranno i due dipendenti (oltre alla decina di guide ambientali) del Centro di ricerca e documentazione del Padule a occupare e organizzare le tre grandi aule interne (due di queste, divise da una serranda mobile, potranno fondersi in un'unica sala) e gli spazi esterni. «Vogliamo fare meglio ciò che si è già fatto, e fare di più – ha detto il presidente del Centro di ricerca Amedeo Bartolini – l'obiettivo è promuovere la conservazione e lo studio delle biodiversità, accogliere le scuole e i turisti in visita, rivitalizzare questa che è la più grande palude interna italiana».

Ora che l'ente istituito per queste funzioni ha finalmente, per la prima volta, una sede, il compito sarà più facile. Anche in previsione del riconoscimento che riceverà il Padule di Fucecchio, quello di Area Ramsar di importanza internazionale. La struttura, oltre a essere infopoint, accoglierà studiosi e appassionati (nei prossimi giorni arriverà un gruppo di professionisti nientemeno che dall'Iraq), ospiterà laboratori didattici per le scuole, dimostrazioni ecosostenibili, workshop e bookshop, mostre ed esposizioni di attività e prodotti connessi all'ambiente naturale, agricolo e palustre. Fino al 20 ottobre, per iniziare, nei weekend dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (da lunedì a venerdì su prenotazione), è possibile visitare la mostra fotografica “Storie naturali”, la mostra “In natura, in arte” e le opere preparatorie del monumento in memoria dell'Eccidio, che qui rimarranno in allestimento permanente, realizzate dallo sculture Gino Terreni.

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