Il Tirreno

Montecatini

Terme, nuove assunzioni in vista ma solo di personale che parla russo

Terme, nuove assunzioni in vista ma solo di personale che parla russo

La caccia ai mercati emergenti non si ferma a Mosca, la terra promessa è ora il Kazakhistan Ma bisogna migliorare il servizio di accoglienza. Simoncini: «Insegnate la lingua all’Alberghiero»

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MONTECATINI. Albergatori e Terme: fate imparare il russo ai vostri dipendenti o, meglio, assumete qualche madrelingua. È questo il consiglio che è emerso nel corso di due seminari svoltisi in seno alla Bts che hanno focalizzato l’attenzione sul mercato russo, quello che nel giro di pochi anni è diventato la vera (unica?) speranza per il turismo di casa nostra. Nei quali è emerso anche che le Terme, dopo Mosca, ora puntano il mirino sul Kazakhistan e che c’è l’intenzione di far entrare nel proprio organico un medico e altri lavoratori russi.

Nella sala Regina venerdì si è parlato di “Turismo termale e mercato russo” e ieri di “Paesi emergenti e turismo outdoor”. Ne sono emersi tanti consigli utili per gli addetti ai lavori, anche raccomandazioni “spicciole” da mettere in campo a costo zero. «Fondamentale è imparare la lingua e la cultura russe», ha spiegato Alessandro Casula, direttore di “Russkij Kliuch”, un’agenzia che fornisce ai potenziali turisti interessati all’Italia una sorta di “rating” (un po’ come si fa in finanza per le società quotate in borsa) su strutture, alberghi o territori. «Montecatini – ha detto Casula – ha tutte le carte in regola per guadagnare il punteggio massimo, ovvero le 5 chiavi lusso. Ma ci sono alcuni aspetti che possono essere migliorati. Per esempio si devono cambiare gli orari dei pasti: i russi amano fare una ricca colazione e poi una merenda-cena verso le 16 o le 17. Poi servirebbe un check-in esteso appena arrivati in albergo: il cliente russo cerca il massimo delle informazioni possibile nel minor tempo».

Sulla necessità di incrementare il sistema informativo si è soffermato anche Marco Bruschini, direttore di Promozione Enit e per due anni dirigente nella sede di Mosca. «La nostra forza – ha detto – è l’amore che dimostrano i russi verso il nostro Paese. Però vogliono sempre sentirsi a casa, vogliono che ci sia qualcuno al loro fianco che parli la loro lingua, adorano ricevere informazioni in russo». Bruschini ha poi snocciolato qualche numero sul turismo russo in Italia. A luglio i visti ottenuti sono stati 103mila e a settembre, con tre mesi di anticipo, è stata superata la quota dei visti rilasciati in tutto il 2012 (604mila).

«L’obiettivo – commenta il direttore Enit – è tagliare quota un milione. E sono anche ottimista che a breve si possa arrivare all’eliminazione della necessità del visto per andare in Italia». Il turista russo è inoltre un “big spender”, che con i suoi 194,5 euro al giorno ha superato anche il giapponese. «E non a caso – dice Bruschini – la possibilità di fare shopping è fondamentale nella sua scelta. In Russia, infatti, un prodotto made in Italy costa quattro volte tanto che in Italia. Altri fattori che incidono nella scelta è l’enogastronomia (i vini a Mosca sono costosissimi), la possibilità di curarsi o ricevere benessere, la presenza del mare e strutture termali».

«Non a caso Montecatini – ha aggiunto Casula – è insieme a Firenze e a Forte dei Marmi il brand più conosciuto e apprezzato in Russia».

I flussi maggiori arrivano da Mosca e da San Pietroburgo, ma anche dagli Urali, dalla Siberia e, uscendo dalla Federazione Russa, dall’Ucraina. Ma la “nuova frontiera” potrebbe chiamarsi Kazakhistan. «È un mercato emergente, un Paese molto popoloso e con un reddito in costante crescita», ha spiegato Bruschini. E le “nostre” Terme, da questo punto di vista, si sono già mosse. «Il Kazakhistan è il nostro prossimo obiettivo e ci siamo già attivati con la Camera di Commercio e Toscana Promozione», dice il direttore commerciale Massimo Giovanetti. Che poi ha illustrato, con una serie di slide, il rapporto Terme- Russia. «I clienti russi - ha detto – credono nel termalismo come una valida alternativa alla medicina di sintesi. A Montecatini cercano di migliorare il loro stato di salute, un’atmosfera rilassante, pulizia, calma, e vogliono mangiare bene. Conoscono il mondo, non vengono da noi perché non hanno alternative. Fare la cura idropinica, per loro, è una tradizione che coinvolge tutta la famiglia e la piscina termale non è ai primi posti delle richieste. E confermo che lo shopping è importantissimo: ho imparato che fa più colpo dire che siamo vicini ai negozi della Versilia piuttosto che all’arte di Firenze. Nel 2002 la città ha registrato 45mila presenze di russi, passate a 109mila nel 2012. Le criticità che ci hanno segnalato riguardano la necessità del visto, la carenza dell’offerta di voli e dei collegamenti con gli aeroporti, un info point dedicato al turismo russo. Cosa faremo per migliorare la nostra offerta? Abbiamo già sei lavoratori madrelingua in azienda e ne assumeremo altri, così come assumeremo un medico madrelingua. Poi realizzeremo un punto informazioni dedicato in uno stabilimento e organizzeremo educational». «E sarebbe il caso – ha concluso il presidente della Bts, Dante Simoncini – che all’Istituto alberghiero i ragazzi imparassero il russo, piuttosto che lo spagnolo».

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di Redazione web