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La Cisl è preoccupata: azienda poco chiara

La Cisl è preoccupata: azienda poco chiara

PESCIA. Preoccupazione e allarme per «la situazione di non chiarezza istituzionale» e per le condizioni in cui si trovano ad operare i dipendenti dopo la riorganizzazione del presidio ospedaliero di...

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PESCIA. Preoccupazione e allarme per «la situazione di non chiarezza istituzionale» e per le condizioni in cui si trovano ad operare i dipendenti dopo la riorganizzazione del presidio ospedaliero di Pescia. Queste le parole adoperate dalla Cisl Pistoia per rappresentare la situazione del personale sanitario stretto «tra due fuochi, da una parte l’azienda dall'altra i propri sindaci, che rappresentano, sarà bene ricordarlo, la figura centrale, quella che deve garantire la salute dei propri cittadini».

Il sindacato manifesta con decisione le proprie perplessità, soprattutto nei confronti della decisione di chiudere il ricovero pediatrico senza sapere ancora quale sarà l’area destinata ad accogliere l’osservazione dei bambini. «Non si giochi sulla pelle dei bambini – avverte la Cisl – non accetteremo supinamente soluzioni raccogliticce, non accetteremo nessuna soluzione politica da specchietto per le allodole. Se non si riuscisse a garantire appieno un percorso sanitario corretto e condivisibile saremmo pronti a dire: meglio nulla che qualcosa di poco serio». Il sindacato ricorda, inoltre, che prima ancora che la situazione precipitasse fino al punto in cui si è oggi arrivati, era stato chiesto un incontro risolutivo con il direttore Abati e il presidente della conferenza dei sindaci della Valdinievole, Bettarini, richiesta che non è stata neanche presa in considerazione.

«Per quanto poi riguarda l’apertura del nuovo Pronto Soccorso di Pescia – prosegue la Cisl – pur trattandosi di un’opera certamente valida, restano tutti i dubbi sulla disponibilità di personale da destinarvi». Anche su questo punto la Cisl si era già espressa, sia a difesa sia dei lavoratori - «ai quali non può più essere chiesto di tamponare situazioni che invece necessitano l’intervento della direzione sotto forma di personale aggiuntivo» - sia della cittadinanza, «che ha il sacrosanto diritto di essere assistita alla pari con le altre realtà toscane». In relazione alla frase “dal personale una sola voce critica” apparsa ieri sul giornale, quale risposta da parte dell’azienda ad un dipendente (Michelotti, medico del pronto soccorso), la Cisl parla di reazione «ingiusta e ingenerosa, non aderente alla realtà dei fatti».

A questo proposito Roberto Michelotti precis: «La mia critica non è rivolta ai locali o all'apertura degli stessi, anzi sono molto belli e c'è stato un grande investimento di risorse finanziare, e per me sarà un onore oltre che un piacere andare a lavorare in tali locali. Vorrei soltanto che l'azienda affiancasse alle risorse economiche spese per la struttura altrettanti ingenti risorse per il personale, perché una bella struttura senza chi ci lavora dentro, in ambito sanitario, può divenire pericolosa».

La Cisl invita, infine, l’Asl ad aprire un tavolo di confronto con i sindaci dei territori interessati. (m.s.)

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