Il dolore
Sindaci assenti per protesta al nuovo pronto soccorso
Sale di livello lo scontro in Valdinievole contro l’Asl per il declassamento dell’ospedale di Pescia Bettarini chiede un confronto urgente, per Conforti impegni non mantenuti. Fials invoca lo sciopero
PESCIA. I sindaci della Valdinievole invitano il direttore generale della Asl 3 Pistoia ad un “urgente confronto”' e annunciano che non prenderanno parte all'inaugurazione del nuovo pronto soccorso, prevista per domani, in segno di manifesto dissenso nei confronti della riorganizzazione del Cosma e Damiano attuata dall'azienda sanitaria. Alla vigilia dell'inaugurazione della nuova struttura, dunque, non si placano gli umori e la protesta assume contorni istituzionali.
«I sindaci della Valdinievole (fanno eccezione il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni, che non condivide la scelta, e quello di Lamporecchio Giuseppe Chiaramonte che non è stato possibile contattare) rilevano che la riorganizzazione attuata dall'Asl 3 Pistoia presso l'ospedale di Pescia diverge da quanto previsto nella programmazione approvata dalla Conferenza aziendale dei sindaci con sofferenza e senso di responsabilità», si legge in una nota ufficiale, inviata dal presidente della Conferenza dei sindaci, Daniele Bettarini. I sindaci evidenziano, inoltre, «che la dotazione organica e il riassetto dei vari reparti non è rispondente a quanto stabilito. Un esempio per tutti è lo smantellamento di Pediatria che disattende intollerabilmente gli accordi sottoscritti». Al coro dei dissenzienti si unisce anche l'assessore alla sanità di Pescia, Francesco Conforti, il quale manifesta piena solidarietà a tutti gli operatori del pronto soccorso (medici, infermieri e oss) in merito alla decisione di non prendere parte all'inaugurazione della nuova struttura. «Comprendo il disagio e le preoccupazioni del personale sanitario – dice Conforti – sono accanto a loro e li sostengo nella protesta, dal momento che si tratta di un servizio che parte già azzoppato in partenza e sul quale l'azienda non ha mantenuto fede agli impegni presi, a partire dall'allocazione in pronto soccorso dell’osservazione breve dei bambini. A questo proposito il direttore Abati ci aveva garantito che si sarebbe trovata una sistemazione più idonea, invece questo a distanza di 4 mesi non è ancora avvenuto».
Insorge anche il sindacato autonomo dei lavoratori della sanità, Fials, che definisce il nuovo pronto soccorso «nient'altro che uno specchietto per le allodole» e invita tutte le sigle confederali ad indire uno sciopero. «Ad oggi – spiega Fiorella Corrias della Fials – non siamo riusciti a comprendere la scelta dell'azienda di depotenziare un ospedale, come quello di Pescia, che tutto sommato funziona bene e che vanta dei punti di eccellenza, a favore di un altro ospedale, come quello di Pistoia, che si è voluto aprire frettolosamente e a tutti i costi, che fa acqua da tutte le parti e che non è stato di certo aperto con l'intento di portare un servizio migliore alla collettività». La Fials pone l'accento, inoltre, sul trattamento “poco ortodosso” riservato dall'azienda ai dipendenti. «I lavoratori vengono trattati come pedine di una dama – tuona la Corrias – spostati da un reparto all'altro senza aver fornito loro un adeguata e preventiva formazione. A chi ha lavorato per 30 anni in Pediatria non può essere chiesto di trasferirsi al pronto soccorso senza una specifica preparazione. Ciascun lavoratore fa appello al proprio bagaglio di competenze ed esperienza nel trattare un paziente, per questo motivo non gli può venir chiesto, come invece avviene, di fare tutto solo perché all'azienda fa comodo risparmiare sulla forza lavoro. Ne va della sicurezza, sia del lavoratore e sia del paziente».
Maria Salerno
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