La manifestazione
Confessa gli abusi sulla bambina
Interrogato dal gip il pesciatino 65enne in carcere per violenza sessuale
PESCIA. Interrogato ieri mattina in carcere dal gip del tribunale, ha ammesso le sue responsabilità il 65enne pesciatino arrestato sabato scorso dai carabinieri con l’accusa di aver abusato sessualmente di una bambina di non ancora dieci anni.
Assistito dal suo avvocato Leonardo Lucchesi, del foro di Lucca, l’uomo ha deciso di rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli, sembra confermando quello che è stato il racconto della giovanissima vittima: la bambina aveva confidato al fratellino, e poi ai genitori, di aver seguito il vicino di casa nella cantina condominiale, dove lui riparava biciclette, e lì di essere era stata baciata da lui sulle parti intime.
Un racconto giudicato perfettamente credibile dal perito e dalla procura della Repubblica, e in base al quale il gip del tribunale ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare che, sabato scorso, ha portato in carcere con l'accusa di violenza sessuale il 65enne pesciatino.
Ieri, al termine dell’interrogatorio di garanzia, l’avvocato difensore ha presentato un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari, in un’abitazione che si trova fuori provincia e non nella residenza di Pescia. Il gip si è riservato e renderà nota la sua decisione nei prossimi giorni, che prenderà, naturalmente, tenendo conto delle ammissioni fatte dall’indagato.
Oltre che sul racconto della bambina, l'ordinanza cautelare che ha portato l’uomo in carcere si basa anche su altri indizi probatori, tra cui la testimonianza di alcuni genitori che abitano nello stesso condominio: in precedenza avevano notato atteggiamenti particolarmente affettuosi nei confronti dei loro figli ma non avevano mai avuto certezze sul fatto che potessero significare qualcos'altro.
Le indagini dei militari dell’Arma sono scattate in seguito alla denuncia sporta dai genitori della bambina, che aveva raccontato loro, dopo averlo confidato al fratellino, ciò che le era accaduto nella cantina in cui il vicino di casa svolgeva la sua attività amatoriale di riparazione. Il racconto della bambina - che comunque ha, secondo i magistrati, un'età in cui realtà e fantasia sono già ben distinte tra di loro - è stato verificato da un perito psicologo, che ha ritenuto che le sue parole corrispondessero alla verità. (m.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google