Il Tirreno

Montecatini

«Niente aumenti, pagheremo noi l’Iva»

di Sharon Matteoni
«Niente aumenti, pagheremo noi l’Iva»

Decisione quasi unanime dei commercianti del centro: ormai i prezzi sono fatti, sarà un sacrificio necessario

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Il governo Letta aumenta l’IVA (dal 21 al 22%, decisione presa in realtà a suo tempo da Monti) ma i negozianti montecatinesi non aumentano i prezzi. Almeno per il momento e finchè potranno reggere in questa fase di crisi dei consumi.

I commercianti di Montecatini con uno schiaffo alla crisi ed anche all’imposta sul valore aggiunto hanno deciso di non rincarare la merce in vendita già prezzata.

Dai negozi di abbigliamento alle gioiellerie, nessuno nella città termale, almeno nelle zone centrali da noi ascoltate– sembra intenzionato ad applicare nell’immediato l’aumento dell’imposta più pagata dagli italiani.

«Certamente quest’incremento, oltrettutto improvviso perchè sembrava che non ci fosse aumento per noi è un grosso handicap – commenta Lauro Bonvicini, proprietario dell’importante boutique sita in corso Matteotti – e io stesso sono molto amareggiato da questa situazione.

«Tuttavia abbiamo deciso di non cambiare i prezzi della collezione invernale, in quanto non sarebbe corretto nei confronti dei nostri clienti.

«Di conseguenza - continua- ci dovremmo rimettere di tasca nostra con grande sacrificio e approssimativamente si parla di una perdita che va intorno alle decine di migliaia di euro».

I numeri parlano da soli e nonostante i commercianti montecatinesi abbiano già calcolato i prezzi di vendita degli oggetti con un ricarico riferito al 21 per cento di imposte, questi dovranno riversare allo Stato ben il 22 per cento con la conseguente perdita dell’1 per cento, che per quanto possa apparire un numero di scarso valore, in fondo alla stagione è una bella somma.

Anche Sergio Bartolini, proprietario del notissimo negozio di scarpe che apre la via dello shopping montecatinese, appoggia la decisione di non aumentare i prezzi e cerca di prendere la situazione con filosofia.

«Ormai quel che fatto è fatto, non possiamo star tanto a piangerci su, l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e superare anche questo momento a testa alta».

Ma quel che è certo è che i saldi quest’anno saranno molto meno generosi e i commercianti saranno costretti a essere più rigidi sugli sconti da applicare, come conferma Marco Massetani titolare di ben tre negozi di abbigliamento in città.

«Purtroppo siamo costretti ad adeguarci alle circostanze e visto che per questa stagione manterremo i prezzi già calcolati probabilmente il periodo dei saldi ne risentirà».

«Comunque- continua- fortunatamente il lavoro in questo periodo sta andando molto bene, almeno per quel che ci riguarda e quindi cercheremo di non farci influenzare eccessivamente da questa decisione».

Un'altra seccatura che colpirà i negozianti sarà quella di dover modificare l’aliquota IVA ordinaria ai fini dell’emissione delle fatture e delle ricevute fiscali.

Sono già tantissime infatti le chiamate ricevute dai centri di assistenza per l’aggiornamento dei registratori di cassa.

E sembra che non tutti avranno la visita del tecnico nel giro di pochi giorni.

Dopo dieci giorni di si e no, di indecisioni politiche e di discussioni il tanto indesiderato aumento – ripetiamo l’aumento era automatico ed era stato deciso dal governo Monti, bisognava emanare un decretoper fermarlo – è arrivato ma fortunatamente, almeno per ora nella città termale non influirà sulla spesa dei consumatori.

Ripetiamo, finchè che i commercianti resisteranno.

Ieri in centro nel negozio di Yamamay, un franchising di intimo che va per la maggiore è apparso il cartello. «Nuva gestione». I tempi per il commercio sono un po’ così.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa